3 mila minori svaniscono nel nulla

Che fine fanno i minori che sbarcano in Italia senza genitori? Piu’ di un quarto fa perdere le sue tracce.

 


Unimamme, torniamo a parlarvi di una questione che riguarda il nostro paese: quella dei minori stranieri che sbarcano in Italia, senza genitori o familiari, e poi scompaiono.

Un rapporto diffuso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali indica che, in soli 9 mesi, si sono perse le tracce di 3 mila minori non accompagnati giunti nel Belpaese. Il dato è ancora più preoccupante se si considera che il conteggio riguarda quelli che si sono registrati al momento dell’arrivo e non quelli che si rifiutano di fornire generalità.

Si tratta di ragazzi, per lo piu’ maschi e di età compresa dai 13 ai 17 anni, che provengono da paesi in cui ci sono guerre, epidemie e fame: Libia, Siria, Nigeria, solo per citarne alcuni.

Ad ogni modo enormi pericoli incombono su questi minorenni a rischio:

  1. prostituzione
  2. sfruttamento lavorativo
  3.  organizzazioni criminali pronti a mettere le mani su di loro

come denuncia, oltre alla polizia, anche l’associazione Sos Villaggio dei Bambini.

Il capo della polizia della stazione Tivoli a Roma denuncia una situazione particolarmente grave al mercato di Guidonia. “La situazione è fuori controllo. Anche quando portiamo questi bambini nei centri per le adozioni, nessuno controlla se vanno a scuola. Crediamo che ci sia un legame tra chi porta illegalmente i bambini in Italia e chi li sfrutta nei mercati” ha riferito l’esponente delle forze dell’ordine.

Uno dei problemi è la mancanza di organizzazione. Ad esempio alcuni comuni si preoccupano di pagare le rette per assicurare un’accoglienza e un’assistenza di qualità ai bambini stranieri, altre invece sono paurosamente indietro coi pagamenti.

Come denunciato anche nel report diffuso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, non è più possibile una gestione emergenziale dell’accoglienza.

Le associazioni che si occupano di questi ragazzi con le proprie risorse ammettono che “occorre una più decisa assunzione di responsabilità da parte dei soggetti coinvolti  e un maggiore coinvolgimento a livello decisionale delle organizzazioni della società civile impegnate da anni in questo ambito”.

Il guaio però è che i fondi non bastano, né per le nuove spese né per coprire quelle vecchie.

A tal riguardo, on questi giorniè entrato in vigore un decreto che sembra possa consentire una svolta e che prevede:

  • procedure di esame delle domande di asilo piu’ veloci
  • un aumento del numero delle Commissioni territoriali
  • un incremento del Fondo nazionale per le politichee i servizi dell’asilo di circa 51 miloni d’euro per il 2014 per ampliare il numero delle strutture predisposte all’accoglienza
  • la previsione di un nuovo Fondo per fronteggiare il sempre maggiore afflusso di migranti

Unimamme, proprio nei giorni in cui si dibatte circa la proposta di assegnare la cittadinanza italiana ai minori figli di stranieri nati qui, c’è seriamente bisogno di focalizzarsi anche sul problema dei tanti piccoli che sbarcano sulle nostre coste da soli.

Voi cosa ne pensate?

 

(Fonte: Vita.it)

Firma: Maria Sole Bosaia

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