L’imene è la parte del corpo femminile più fraintesa e sconosciuta: 7 cose da sapere

Sapevate che l’imene può lacerarsi facendo sport e senza dolore? Ecco 3 miti da sfatare e le cose da sapere su una parte del corpo sconosciuta e “fraintesa”

imene, slip di donna

Cosa è l’imene? Si parla di certo più spesso della vagina, delle situazioni che possono danneggiarla, ma quasi mai di questa membrana, più o meno elastica, che copre l’apertura vaginale.

Imene” deriva dal greco “hymén” e significa appunto “membrana”. Imene era inoltre anche il dio greco del matrimonio. Queste due indicazioni insieme riassumono bene tutta la saggezza “convenzionale” su questo tessuto ampiamente frainteso e poco conosciuto.

Per migliaia di anni, molte culture hanno creduto che “rompere” l’imene causasse dolore, da qui la convinzione, ancora vigente, che le donne dovrebbe provare dolore al primo rapporto sessuale. Proprio perché è allora che si rompe a causa della penetrazione. In alcune culture un imene intatto dimostrava la sua virtù di una donna ed era dimostrazione della sua verginità. Poco dopo i matrimoni, nuovi mariti dovevano produrre lenzuola insanguinate, proprio a testimonianza della rottura dell’imene, per dimostrare che le avevano sposate vergini.

Queste credenze hanno segnato di certo molte donne e la loro vita, ma sono lontane dalla verità fisiologica. Alcune di queste idee sbagliate possono addirittura essere la causa di un vaginismo primario, un problema sessuale in cui i muscoli vaginali si contraggono anticipando il dolore di una prima penetrazione ritenuta dolorosa, e queste contrazioni possono creare problemi al rapporto sessuale.

Come in molti ambiti, per sfuggire alle credenze ed eventuali conseguenze è bene conoscere.

Le 7 cose da sapere sull’ imene

L’imene nei neonati tende ad essere molto spesso. Ma col passare degli anni, la maggior parte si assottiglia il tessuto dell’imene e l’apertura si allarga.

1. L’imene è una sottile membrana, in corrispondenza del passaggio fra parete vaginale posteriore e vestibolo, si porta orizzontalmente in avanti, separando così la vagina dal vestibolo. Serve a proteggere l’apertura della vagina ed è presente dalla nascita.

2. Non chiude completamente l’orifizio vaginale altrimenti sarebbe impossibile la fuoriuscita delle normali secrezioni vaginali e del ciclo mestruale.

2. In alcune donne l’imene si presenta inesistente o poco sviluppato. In questo caso il canale vaginale è già completamente o parzialmente aperto. Questa conformazione, del tutto fisiologica, non rappresenta un problema a livello fisico o sessuale.

3. In alcuni rari casi, l’imene non ha nessuna apertura. Si tratta di una patologia di tipo medico che viene riscontrata al momento della comparsa dei primi cicli mestruali e che richiede un piccolo intervento chirurgico per essere risolta (imenectomia). L’intervento non comporta poi nessun problema a livello fisico o nella futura vita sessuale.

4. L’imene non ha una unica forma, di queste si conoscono almeno 8 forme, tra cui:

  • imene anulare è il più diffuso, ha una forma ad anello con un’apertura al centro;
  • imene labiato (o sepimentato): l’apertura consiste in una stretta fenditura verticale o orizzontale;
  • imene cribriforme comporta numerose piccole aperture;
  • imene a falce l’apertura è situata contro la parete vaginale;
  • imene a carena;
  • imene a pendaglio.

5. La rottura è chiamata “deflorazione” (dal latino tardo de e flos, cioè privare del fiore della verginità), e solitamente avviene durante la prima penetrazione, ma può verificarsi anche facendo sport o a seguito di traumi.

6. Con i primi atti sessuali (non necessariamente il primo considerata la diversa elasticità da donna a donna) l’imene si lacera e al suo posto non restano che piccoli lembi denominati lobuli imenali. Ma a seconda del suo aspetto e della sua forma, l’imene può essere talmente elastico da non lacerarsi al momento del coito, rimanendo integro. Dopo il primo parto si ha una apertura ulteriore e le uniche parti dell’imene che rimangono sono cicatrizzate e denominate “caruncole imenali“.

7. In certe donne l’imene è talmente sottile che potrebbe rompersi senza alcun dolore o essersi già rotto in precedenza durante l’attività sportiva o a seguito di un trauma fisico. Per altre, invece, la membrana è più spessa e meno elastica.

Imene: 3 “falsi” miti da sfatare!

  1. Non è necessario l’atto sessuale per la deflorazione dell’imene! Può facilmente lacerarsi anche durante i preliminari, senza necessariamente dover arrivare alla penetrazione completa durante l’atto sessuale.
  2. La rottura dell’imene non necessariamente avviene con dolore ed emorragia. Possono anche non esserci
  3. Il fatto che l’imene sia intatto non garantisce in nessun modo una gravidanza indesiderataCosì come le secrezioni ed il flusso mestruale riescono a superare la membrana attraverso i suoi forellini, allo stesso modo il liquido seminale può facilmente penetrare all’interno della vagina ed arrivare a fecondare l’ovulo.

Se avete delle bimbe o delle giovani amiche questo è un argomento che potrete affrontare nel tempo e che può far parte del tema “la prima volta, alcuni consigli“,  sull’educazione sessuale.

Per prevenire il vaginismo o primi rapporti traumatici o dolorosi è importante per le ragazze capire dove sia l’imene, capire che è una membrana elastica che può essere dolcemente “allentata”, anche con le proprie dita, prima di un rapporto fino a quando sparirà senza dolore.

A causa della mitologia che circonda l’imene, le donne si aspettano primo rapporto del male, che potrebbe diventare una profezia che si autoavvera. L’aspettativa del dolore provoca ansia, che può trasformare il disagio minore in dolore.

Care Unimamme, voi conoscevate l’imene? E’ stato utile parlarne? Vi hanno sorpreso alcune di queste informazioni?

 

(Fonte: medicinapertutti)

Firma: Manuela Leone

Notizie Correlate

Commenta