Un uomo rischia la vita per difendere la cultura dai fondamentalisti islamici

Abdel è un bibliotecario di Timbuctù, nel Mali, e scopre che la sua città è stata invasa da Al Quaeda. Decide allora di fare qualcosa e salvare la cultura del suo paese.

AbdelCome vi comportereste se un giorno, tornando a casa da un lungo viaggio, scopriste che la vostra città è stata occupata da forze armate che non approvano la vostra cultura e stile di vita? Purtroppo questo scenario popola gli incubi di molti negli ultimi anni, visti i fatti che stanno sconvolgendo il mondo africano e sud asiatico. Varie sono le risposte alla domanda che è stata posta: cambiare paese, nascondersi, combattere sono le opzioni più plausibili, ma nessuno penserebbe di reagire come Abdel Kader Haidara.

Chi è Abdel Kader Haidara e perché è da considerare un eroe?

La storia del nostro eroe ha inizio nel 2012, ed è già stata raccontata dal Wall Street Journal. Abdel Kader Haidara è un cittadino del Mali, più precisamente di Timbuctù ed è bibliotecario e restauratore di libri antichi, un lavoro affascinante e molto tranquillo.

Non si può dire lo stesso del suo paese che vive nel terrore a causa delle minacce provenienti da combattenti islamisti affiliati con Al Quaeda che stanno seminando morte e distruzione nei territori adiacenti. Abdel, purtroppo, al ritorno nella sua città dopo un lungo viaggio, scopre che le sue paure sono diventate realtà: Al Qaeda ha strappato Timbuctù dalle mani dell’esercito del Mali e ora si prepara a instaurare un regime fondato sul radicalismo islamico. Il bibliotecario si rende subito conto che il suo stile di vita subirà un drastico cambiamento, andando a modificare usi, costumi, atteggiamenti. Il pensiero di Abdel, allora, va immediatamente ai libri. Infatti, Abdel sa che affinché il nuovo stile di vita imposto da Al Quaede attecchisca e permanga anche nel caso in cui vengano scacciati dal male, è necessario andare a modificare radicalmente la cultura. Per questo bisogna distruggere tutti quei testi che vanno contro il regime islamista e che potrebbero contribuire a formare un pensiero contrario ai suoi dettami.

Abdel, allora, prende una decisione drastica. Non avrebbe permesso che i libri a cui era tanto legato, andassero distrutti. Non sceglie né di scappare né di nascondersi. Sceglie di combattere in un modo non convenzionale. Il nostro bibliotecario decide di rischiare la vita per salvare i libri, per salvare la cultura e il pensiero libero.

AbdelPer evitare che migliaia di libri e manoscritti vengano distrutti o censurati nelle biblioteche e nei musei di Timbuctù, a causa della guerra o delle azioni dei fondamentalisti, Abdel riunisce i membri dell’associazione dei bibliotecari di Timbuctù, organo che ha fondato lui stesso 15 anni prima, all’interno della quale si prende la coraggiosa decisione di spostare i libri in luoghi più sicuri, come le case di conoscenti e amici, preferibilmente fuori dalla città, considerata troppo pericolosa.

Vengono radunati allora archivisti, guide turistiche, colleghi bibliotecari e parenti a cui viene chiesto di aiutare Abdel nel trasportare i preziosi documenti, custodi di una visione dell’islam moderata, piuttosto che di temi ritenuti inappropriati dai fondamentalisti, come la filosofia o la scienza. I libri vengono nascosti in casse e bidoni e spostati tramite asini da soma, da una parte all’altra della città. Un centinaio di persone, nel giro di 8 mesi, riescono a compiere questa operazione delicata e pericolosa, trasportando quei preziosi tesori culturali attraverso strada poco battute che portano fuori città, riuscendo in alcuni casi addirittura a portarli in stati confinati.

Nel 2013 la città di Timbuctù viene liberata dalla morsa dei fondamentalisti islamici, grazie all’aiuto dell’esercito francese. Quando fu eseguita una stima dei libri distrutti dagli invasori, si scoprì che su un patrimonio di 400.000 opere, 4.000 erano andate distrutte. Senza la coraggiosa operazione portata avanti da Abdel Kader Haidara, le perdite sarebbero state molto più numerose, andando a compromettere non solamente il patrimonio culturale del Mali, ma anche l’operazione di rinascita dopo l’invasione.

La storia di questo piccolo grande bibliotecario che si è scoperto coraggioso eroe, ci insegna che le guerre non si vincono solamente con le armi. Senza la sua iniziativa, la cultura conservata in quei libri sarebbe andata distrutta per sempre dall’odio e dalla violenza, che non riescono mai a costruire ma solo a dividere e distruggere.

Dopo aver scoperto questa meravigliosa storia di coraggio e intraprendenza, la prossima volta che prendiamo in mano un libro, ricordiamoci che esiste chi darebbe la vita per permetterci di godere della lettura delle sue pagine. Perché la cultura è la base su cui si costruisce il cambiamento, una lezione fondamentale da insegnare ai nostri figli, affinché attraverso lo studio, la conoscenza, ma anche la comprensione e condivisione interculturale, possano imparare a costruire un futuro migliore.

Voi unigenitori riuscite ad essere degli eroi della cultura, nella vita di tutti i giorni? E in che modo?

Firma: Andrea Mondati

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