Addio ai voucher baby sitter 2017: le misure alternative

Da fine marzo non sarà più possibile richiedere il contributo per i voucher per i servizi di babysitting, ma solo il contributo per l’asilo nido rinunciando al congedo. Da non confondere però con il bonus nido 2017.

Care unimamme come saprete il Governo ha determinato con decreto legge l’abolizione dei voucher lavoro. Quindi, a partire dal 22 marzo per le mamme lavoratrici dipendenti e autonome non è più possibile richiedere i voucher baby sitter.

Tali voucher, introdotti per la prima volta nel 2013, davano la possibilità alla madre lavoratrice di ottenere un contributo pari a 600 euro mensili per acquistare servizi di babysitting per 6 mesi, in alternativa al congedo parentale.

Addio voucher baby sitter 2017: cosa cambia e quali le misure alternative?

Cosa accade a chi li ha già ottenuti o la cui domanda, inviata prima del 22 marzo, è stata accolta?

Ecco alcune risposte:

  • chi li ha può utilizzarli fino al 31/12/2017
  • quelli eventualmente non utilizzati possono essere restituiti
  • chi avendone fatto richiesta prima del 22 marzo ha ricevuto accettazione della domanda potrà beneficiarne

Per tutti gli altri rimane solo la possibilità di chiedere il contributo per l’asilo nido o di usufruire del congedo parentale.

In sostanza i voucher, di cui avevamo parlato anche in relazione alla possibilità di utilizzarli per i nonni che fanno da baby sitternon saranno più attivi dal 2018.

Importante è non fare confusione con un’altra misura, di cui vi abbiamo già parlato: il bonus asilo nido 2017. Si tratta infatti di due agevolazioni diverse  e non cumulabili.

Il Bonus asilo nido 2017 consiste in una somma complessiva di 1000 euro, erogata mensilmente dall’Inps (11 rate), per i nati a partire dal 1 gennaio 2016 e fino al compimento dei 3 anni, da utilizzare

  • sia per iscrivere i bambini agli asili nido sia pubblici che privati
  • sia per finanziare forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche che non possono essere iscritti al nido

La richiesta va inviata all’Inps e non conta l’ISEE. Le domande verranno accolte fino ad esaurimento delle risorse previste:

  • 144 milioni per il 2017
  • 250 milioni per 2018
  • 300 milioni per il 2019
  • 330 milioni per il 2020

Un’altra agevolazione, che dovrebbe essere attiva a partire dal prossimo settembre. è invece il Bonus Nido 2017 aziende: si tratterebbe di un contributo del valore di 150 euro al mese erogato direttamente dalle aziende per aiutare le mamme lavoratrici a pagare la retta dell’asilo.

E voi unimamme lo sapevate?

Firma: Valentina Colmi

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