Addio protesi, arriva il reggiseno sottopelle!

Una nuova procedura chirurgica consente di innestare un reggiseno sottocutaneo. Ma sarà davvero sicura?

donna toglie reggiseno

Se guardandovi allo specchio scopriste un seno un po’ cadente sappiate che ora vi è un rimedio studiato appositamente per questo tipo di problema estetico.

IL REGGISENO SOTTOCUTANEO

In Inghilterra infatti tre signore inglesi hanno sperimentato il reggiseno sottocutaneo. Ebbene sì, questa pare essere la nuova frontiera della chirurgia estetica, ma non solo.

Questa rivoluzionaria invenzione è costituita da:

  • una coppa di silicone posta sotto il tessuto del seno
  • spalline di seta molto sottili avvitate alle costole delle pazienti per sollevare il seno

reggiseno sottocutaneo

 

Le operazioni, della durata di 45 minuti ciascuna, si sono svolte presso l’ospedale londinese Guy’s e St. Thomas al costo di cira 6000 sterline.

LE POSSIBILI MOTIVAZIONI

La nuova procedura non ha solo fini estetici, potrebbe essere infatti essere utilizzata anche per:

  • persone che hanno dovuto ridurre il seno per motivi medici
  • pazienti col cancro.

La comunità scientifica guarda con interesse a questa nuova trovata, anche se c’è qualche riserva sugli effetti a lungo termine.

Il professor Kefah Mokbel dell’Istituto del seno di Londra, ad esempio, auspica lo sviluppo di test circa gli effetti collaterali del reggiseno sottocutaneo. In modo particolare del fissaggio delle cinghie di seta alle costole.

“In un normale intervento le protesi di silicone vanno dietro al seno per sicurezza, queste coppe invece vengono inserite sotto la pelle, ma non conosciamo le conseguenze di una simile operazione” rincara la dose il professor Mokbel.

Insomma, nonostante le molte speranze questa idea non fornisce ancora una soluzione definitiva al problema del seno cadente.

I seni cadenti infatti dipendono da diversi fattori:

  • costituzione biologica
  • dimensioni
  • la storia riproduttiva.

In ogni caso, se state già pensando di correre in Inghilterra, considerate bene che la procedura non è ancora stata considerata sicura dalla Food and Drug Accreditation.

E voi unimamme, in caso di necessità, ricorrereste a questa operazione?

Firma: Maria Sole Bosaia

Notizie Correlate

Commenta