Vive un incubo dopo aver incontrato un uomo in chat: lei ha solo 15 anni!

Una quindicenne romana è stata violentata da un quarantenne incontrato su internet.

Unimamme, una volta si raccomandava ai figli di non “parlare con gli estranei, non accettare caramelle dagli sconosciuti, di stare attenti quando uscivano per strada”, ora bisognerebbe raggiungere a queste raccomandazioni anche quella di essere molto prudenti quando navigano su internet.

Purtroppo ancora troppe ragazze cadono nell’ingenua trappola di chattare con sconosciuti per poi scambiare con loro numeri di telefono e, addirittura, seguirli nelle loro abitazioni.

Il caso di una quindicenne romana vittima di violenza, purtroppo, è uno di questi. La ragazza ha iniziato a chattare via internet con un uomo, spacciandosi per una diciottenne, finché i due non si sono scambiati il numero di telefono.

Dopo questo passo per l’uomo, un quarantaquattrenne, non è stato difficile fissare un appuntamento con la giovane che, spinta dalla curiosità, ha accettato.

L’uomo  è riuscito a convincerla a seguirlo a casa sua dove l‘ha violentata ripetutamente.

La zia della ragazza, nel frattempo, ha cominciato a cercare la ragazza scomparsa e, venuta a conoscenza dell’esistenza dell’uomo, ha fissato con lui un incontro minacciando di dire tutto alle forze dell’ordine e riuscendo a farsi riconsegnare la nipote

In seguito, la ragazza e la sua famiglia hanno sporto denuncia e l’uomo è stato fermato dalla polizia prima che potesse fuggire.

Unimamme, come accennavamo, questa vicenda ci rivela, una volta di più, il lato oscuro della rete, popolato da pedofili e malintenzionati che non aspettano altro che trovare delle giovani vittime di cui abusare.

Davanti a tutto ciò, i timori di madri e padri che vedono i figli trascorrere il loro tempo davanti al pc sono anche legittimati, a questo proposito vi indichiamo alcuni comportamenti sbagliati che potrebbero mettere in pericolo i vostri ragazzi e ragazze.

Più di ogni altra cosa però è il dialogo con i vostri ragazzi l’arma migliore, interessarsi a quello che fanno senza essere oppressivi, il costante colloquio con loro che li porterà a confidarsi con voi.

Voi cosa ne pensate?
Avete qualche suggerimento?

 

 

 

Fonte: Corriere.it

Firma: Maria Sole Bosaia

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