Decidono di adottare una bambina con la Sindrome di Down ma cambiano idea -FOTO

Vergogna e tristezza, i sentimenti di una coppia che decide di non adottare più una bambina down. Ma alla fine l’amore vince.

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Parlare di adozione spesso non è semplice. Come può succedere che una famiglia cambi idea circa l’adozione? Come si può domandare di adottare un bambino e poi rinunciarvi?

Il racconto scritto da Kim Wills su Mirror ci ha davvero colpiti: il matrimonio di una coppia è stato spinto infatti fin sull’orlo del baratro proprio a causa dell‘annullamento di una adozione.

Abbiamo provato vergogna e senso di colpa. Ho chiamato l’agenzia e ho detto loro che stavamo annullando l’ adozione. Niente sembrava vero. Ma mio marito aveva fatto la sua scelta ed ho dovuto sostenerlo.”

Deanna ammette che è stata la decisione più difficile della loro vita. Non è facile vivere con la vergogna di aver rinunciato all’adozione di quel figlio che tu stesso hai cercato? Ed è per questo il motivo per cui hanno condiviso la loro storia.

Una coppia decide di adottare una bambina con la Sindrome di Down ma poi ci ripensa

Rob e Deanna si conoscono nel mese di agosto del 2004 grazie ad amici ed a dicembre si sposano. Nella primavera del 2006 scoprono che la bambina che stanno aspettando nascerà con la Sindrome di Down. Seguono il pianto e la convinzione di non essere in grado di accudire un bambino con bisogni speciali.

Ma poi un amico bussa alla loro porta: è la vicina di casa della sorella e ha un bambino con la sindrome di Down. All’annuncio della gravidanza sorride e circonda Deanna con un abbraccio dicendole 5 parole vitali: “Complimenti! Voi avrete un bambino.” Bastano queste parole a convincerli, e a far passare in secondo piano la sindrome di Down perde importanza: nel novembre 2006 nasce infatti Ragen,  una bambina felice e dalla risata contagiosa, come la descrivono i genitori.

Una mattina Deanna incappa in un blog che parla di adozione di bambini con la sindrome di Down in Ucraina. Bambini abbandonati negli orfanotrofi perché i loro genitori non possono affrontare la malattia, bambini della stessa età come Ragen. Una foto in particolare cattura l’attenzione di Deanna: è una bambina un po’ più giovane di Ragen, che indossa un pigiama giallo e ha un sorriso carismatico. La sensazione è travolgente: desidera adottarla!

Deanna racconta di essere corsa dal marito Rob raccontandogli quello che voleva fare, e lui sorridendo gli ha risposto: “Non ti ho mai amato più di ora”.

Trovati i soldi necessari per volare in Ucraina e pagare l’orfanotrofio, nel giugno 2011 la coppia va a incontrare Lucy.  Il 4 luglio 2011, Lucy diventa ufficialmente la secondogenita e presto Deanna e Rob si rendono conto che con quel gesto non solo hanno salvato a Lucy ma hanno aiutato anche Ragen. Ragen infatti ha l’autismo, il che spesso significa vivere in un mondo solitario, ma Lucy diviene “la sua luce brillante” e la sua “migliore amica” all’istante.

La vita familiare procede perfetta, e poco dopo la coppia si sente pronta per adottare un altro bambino speciale.

Il viaggio per adottare un’altra bambina con la Sindrome di Down.

Nel mese di giugno 2012 compiono il secondo viaggio in Ucraina per incontrare Charity, un’altra bambina speciale. Il pensiero che li accompagna è quello di rivivere la stessa esperienza di Lucy, di vivere uno “scoppio d’amore”, trovare un’altra figlia. Charity si presenta come energia pura, incapace di stare ferma abbastanza a lungo da consentire di formare un legame. Deanna e Rob stanno con lei, la conoscono di persona e dopo qualche ora rientrano nella camera d’albergo. Sommessi ed esausti pensano a quanto lei sia diversa da Ragen e Lucy, chiedendosi come loro tre sarebbero andate d’accordo.

Il giorno successivo, tutti i dubbi di Deanna spariscono: Charity al loro arrivo si catapulta tra le sue braccia e le da un bacio sulle labbra. Le ore trascorrono giocando e Rob appare tranquillo. Di ritorno in hotel però Rob non sembra piu’ felice e ammette i suoi sentimenti: non vuole che Charity diventi sua figlia, e lo dice piangendo. Il turbine di emozioni misto a senso di colpa lo sta lacerando dentro.

Nonostante ciò il terzo giorno cerca di provarci ancora, di mantenere una visione positiva tornando in orfanotrofio, ma poche ore più tardi  i suoi occhi sono di nuovo iniettati di sangue e lacrime. Charity non ha voluto avere a che fare con lui. Ogni volta che Rob ha cercato di avvicinarla lei ha pianto. Ma non è solo questo a preoccuparlo. Lucy e Ragen sono tranquille, bambine felici, stanno crescendo bene e ogni giorno è una gioia, e Rob in realtà è preoccupato del fatto che Charity avrebbe richiesto molto da loro a danno di Lucy e Ragen.

Rob decide quindi di non voler procedere con l’adozione. Non ci sono parole per fargli cambiare idea. E’ pronto a lasciare Charity in orfanotrofio portandosi dietro il senso di colpa, la rabbia e l’imbarazzo, insieme ai pensieri più scuri.

Di ritorno a casa Rob a malapena riesce a mangiare, non parla nè gioca con le bambine, non può perdonare se stesso per la sua decisione. Con il passare delle settimane Deanne comincia a capire perché Rob l’ha fatto. Capisce che la scelta di Rob è stata la scelta giusta per Charity, ed anche per Lucy e Ragen. Capisce che è stata la scelta giusta per la loro famiglia, e capisce che deve perdonarlo, perchè solo così lui avrebbe potuto perdonare se stesso.

La vergogna e la tristezza vengono accantonate, e la coppia decide di concentrarsi sulla ricerca di una casa per Charity, perché ritiene che esiste una casa amorevole perfetta per lei. Sapendo che alcuni loro amici stanno pensando di adottare una bambina, Deanna decide di inviare loro foto e video di Charity e di raccontare la sua storia. La coppia di amici si innamora della bimba e chiede di poterla adottare: in Ucraina trovano Charity, ma vedono anche un’altra piccola, decidono allora di adottarle entrambe!

Tutto bene quel che finisce bene! La storia fin qui raccontata non è così rara: Rob e Deanne, confrontandosi con altre persone e dopo la forte esperienza vissuta, si sono infatti resi conto di non essere la prima famiglia a recedere da una adozione. Nessuno osa ammetterlo ma accade. Ed è per tale motivo che sperano che la loro storia possa essere d’aiuto ad altri: spiegare i motivi dietro alla decisione di rinuncia all’adozione può aiutare altre persone a capire che portare a casa un bambino che non si sente proprio può avere conseguenze disastrose.

 Care Unimamme, e voi ne pensate di questa incredibile storia? La rinuncia di Rob e Deanne ha permesso a Charity di conoscere la sua nuova famiglia, una famiglia perfetta per lei.

Firma: Manuela Leone

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