Adozione e allattamento: la storia di Ainsley dimostra che si può fare!

Poche le persone che ne sono a conoscenza ma, anche se sembra strano, è possibile che una donna possa allattare un figlio adottato. Una donna americana lo ha fatto. Vediamo come.

allattamento al senoTeglene Ryan e suo marito avevano intenzione di adottare un bambino molto prima ancora di sposarsi, questo perché due dei quattro fratelli di Teglene sono stati adottati, per cui in lei era quasi innato il desiderio di donare il suo amore ad un bimbo non biologicamente suo.

Dopo due figli naturali e in seguito al consiglio del suo medico di evitare una terza gravidanza che avrebbe messo a rischio il suo stato di salute, Teglene e il marito, desiderosi di allargare la famiglia, non hanno avuto alcun dubbio sul da farsi: adottare!

L’idea della coppia è stata da subito quella di adottare un bambino già in affidamento, ovvero con una famiglia incapace di badare a loro, dice Teglene “Sapevamo che ci sono un sacco di bambini in affidamento in attesa di essere adottati e non abbiamo mai preso in considerazione qualsiasi altro tipo di adozione. Abbiamo pensato da sempre che avremmo voluto uno o più bambini collocati con noi che erano già in affidamento”.

Questa la storia della loro adozione.

allattamento indottoIl 6 luglio del 2009, Teglene e suo marito si recano in California a South Lake Tahoe per incontrarsi con un assistente sociale, perchè sono stati subito presi in considerazione per diventare i genitori di un bambino ospite di una struttura definita safe surrender “resa sicura”. Una sorta di “zona di sicurezza”, come un ospedale o una caserma dei pompieri, dove vengono abbandonati i bambini dopo la nascita, qualora la madre non fosse in grado di prendersene cura.

La bambina risulta essere nata prematura in un campeggio in montagna e poichè alla nascita pesava circa 3 chili è stata messa in terapia intensiva in un ospedale di Reno. La bimba è rimasta irraggiungibile per circa 45 minuti dopo la sua nascita fino all’arrivo dei soccorritori, ai quali la mamma ha detto di non sapere di essere incinta fino a quando non ha sentito il pianto della piccola.

Quando hanno portato Ainsley a casa, questo il nome della bimba, i suoi figli naturali, di 7 e di 9 anni, l’hanno accolta con amore “Loro sono stati molto coinvolti in tutto il processo. Erano entusiasti di avere una sorellina, era quello che loro desideravano“.

Ma qual è stato il secondo passo di Teglene dopo aver portato la bimba a casa? Allattarla! Proprio così, Teglene ha allattato la figlia adottiva.

Teglene dice “Uno dei motivi per cui mi piace dire alla gente che l’ho allattata è perché così tante persone non sanno che è possibile. Voglio far sapere altri genitori adottivi che si tratta di un’opzione possibile. L’allattamento al seno è importante per me per diversi motivi. In primo luogo, mi sembrava la cosa giusta da fare, così come avevo allattato i miei altri bambini. L’allattamento artificiale è un metodo di alimentazione, ma l’allattamento al seno è una relazione che si crea tra mamma e figlio. Sapevo che volevo che il rapporto con mia figlia fosse identico a quello instaurato con i miei figli naturali. Sapevo anche che la connessione fisica e il contatto pelle a pelle coinvolto nell’allattamento è importante per lo sviluppo del cervello e mia figlia partiva svantaggiata, doveva recuperare. Sappiamo che la sua mamma biologica non ha avuto per lei cura prenatale, perché non sapeva di essere incinta. Ha anche detto che fumava sigarette e bevuto alcool durante la gravidanza ed era anche risultata positiva al test per la marijuana in ospedale.”.

Teglene, ancor prima di prendere la bimba in adozione, aveva stimolato i suoi seni per la produzione del latte, attraverso un pratica di pompaggio e anche se all’inizio non ne produceva abbastanza per sfamare la piccola a 6 mesi ne produceva tanto per soddisfare tutta la fame della piccola. Tante le persone curiose di questa iniziativa particolare della quale ben poco di sapeva.

Oggi la piccola Ainsley ha cinque anni e nutre per la mamma un amore viscerale, proprio come gli altri figli naturali, ed inoltre è a conoscenza delle sue origini, ovvero che lei è nata da un’altra mamma.

Che bella storia e che mamma da invidiare!!! Io credo che la volontà di adottare un figlio sia frutto di tanto amore, soprattutto quando già ci sono dei figli naturali. Teglene è davvero una mamma modello, una di quelle da ammirare.

E voi unimamme, siete d’accordo?

Firma: Francesca Nicoletti

Notizie Correlate

Commenta