Allattamento e svezzamento: che voti dare alle mamme italiane?

Guardiamo insieme come comportarci nel passaggio dall’allattamento allo svezzamento.

Da un recente studio effettuato da Nutrintake, è emerso che le mamme italiane eccellono per quanto riguarda l’allattamento ma poi subiscono un tracollo quando si tratta di svezzare i propri cuccioli.

Le mamme che allattano al seno sono circa l’80%, così suddivise:

  • il 40% allatta fino ai 6 mesi di vita del bimbo
  • il 20% fino ai 2 anni
  • il 10 % lo fa oltre i 25 mesi.

Il latte artificiale, quindi, viene usato sempre meno e il momento in cui il bimbo abbandonerà quello materno è più tardivo rispetto a qualche anno fa.

Di rimando anche lo svezzamento subisce un ritardo e si ha un minore ricorso agli alimenti per l’infanzia. Questo, purtroppo, è anche un risvolto dovuto alla crisi economica che sta attanagliando gran parte del mondo. I prodotti per la prima infanzia, infatti, sono di gran lunga più costosi rispetto a quelli confezionati per gli adulti.

Sempre più di frequente è allora possibile vedere tra le mani dei più piccoli alimenti tipo cracker, biscotti, merendine e pizzette che portano a scompensi e a carenze nutrizionali. Il presidente della Società italiana di pediatria, Giovanni Corsello, sconsiglia un’alimentazione siffatta e raccomanda ai genitori di nutrire i propri figli nel giusto modo.

Sempre a causa della poca disponibilità economica si corre il rischio di somministrare il latte vaccino prima dell’anno di vita, e, addirittura, a volte anche nel primo semestre, con il pericolo di “carenze nutrizionali”, come anemie e allergie, o sovrappeso e obesità. Ad oggi, il 30% dei bambini di fascia d’età tra 1 e 3 anni è “vittima” di errori alimentari da parte delle famiglie, che, purtroppo, non sono a conoscenza di quanto sia importante e fondamentale apportare le giuste sostanze nutritive nella loro alimentazione.

Il Professor Corsello esorta i pediatri a dare alle famiglie tutte le informazioni riguardo il giusto nutrimento per un nutrimento sano. Il cosiddetto “baby food”, ovvero “il mangiar sano”, non è obbligatorio ma è un’indicazione da seguire per una corretta crescita.

Vediamo quali sono le principali regole da seguire per uno svezzamento corretto:

  • No al latte vaccino prima dei 12 mesi di età,
  • No allo svezzamento precoce prima dei 4 mesi,
  • No a porzioni esagerate e sapori forti da subito.

A dare ausilio a quanto detto finora dal presidente dei pediatri, interviene il prof. Claudio Maffeis, che ci informa che il latte vaccino contiene una quantità di proteine tripla rispetto a quella del latte materno, davvero troppe. E, insieme all’Oms, ci consiglia di attendere almeno 5 o 6 mesi per iniziare, gradualmente, con le prime pappe, poiché tanto più è prematuro questo momento tanto maggiore sarà il rischio di obesità.

Altra cosa da prendere in considerazione riguarda le quantità, mai esagerare! Ricordiamoci che solo dopo i due anni di vita la dieta del bambino potrà arricchirsi di tutti i sapori, fino a quell’età gli esperti consigliano di evitare il sale e di arricchire la dieta del bimbo di frutta e verdura, almeno fino all’anno di vita.

Buona alimentazione a tutti!

Firma: Francesca Nicoletti

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