Allattamento in pubblico: una nuova direttiva ministeriale lo tutela

Emanata una direttiva ministeriale che tutela e promuove l’allattamento in pubblico nelle pubbliche amministrazioni: ostacolarlo equivale a discriminare le mamme.

allattamento in pubblico

Care unimamme, ricorderete l’assurda storia di quella donna che per allattare è stata cacciata da una mostra con l’assurda spiegazione: “sono vietati cibi e bevande”?

Bene, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha appena emanato una direttiva con la quale si tutela il diritto delle mamme di allattare ovunque, anche in un ufficio pubblico.

La direttiva che tutela l’allattamento in pubblico nelle pubbliche amministrazioni

Nella direttiva “in materia di comportamenti e atti delle pubbliche amministrazioni ostativi all’allattamento” si fanno alcune premesse:

  • la prima riguarda il fatto che l’allattamento al seno è “la modalità di alimentazione naturale nella prima infanzia e che il latte materno fornisce tutti i nutrienti di cui il lattante ha bisogno nei primi sei mesi di vita, e considerati altresì i benefici che l’allattamento al seno apporta anche alla salute della donna
  • viene richiamata una direttiva comunitaria, la direttiva 2006/141/CE, che riporta “il principio della promozione e della protezione dell’allattamento al seno e la necessità di non scoraggiare la stessa pratica“.

Detto ciò si fa riferimento al “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici” e si richiama il fatto che “dispone che nei rapporti con i destinatari dell’azione amministrativa, il dipendente assicura la piena parità di trattamento a parità di condizioni, astenendosi, altresì, da azioni arbitrarie che abbiano effetti negativi sui destinatari dell’azione amministrativa o che comportino discriminazioni basate su sesso, nazionalità, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione o credo, convinzioni personali o politiche, appartenenza a una minoranza nazionale, disabilità, condizioni sociali o di salute, età e orientamento sessuale o su altri diversi fattori”.

E infine si ribadisce la “necessità di assumere azioni positive, comportamenti collaborativi o comunque di non adottare atti che ostacolino le esigenze di allattamento.”

Quindi, secondo la direttiva, ostacolare le mamme che allattano i figli equivale a discriminarle.

L’allattamento è un diritto delle madri ma anche e soprattutto dei bambini, e quindi va sostenuto e non osteggiato.

Che dite unimamme, non è almeno un inizio?

Firma: Redazione Universo Mamma

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