Altruismo e empatia nei bambini: come cambiano in seguito a esperienze dolorose

Uno studio ha rilevato che dopo un evento doloroso, come un terribile terremoto, i bambini reagiscono diversamente a seconda dell’età, divenendo piu’ o meno altruisti.

Spesso sono le situazioni critiche, i grandi drammi, a tirar fuori il meglio di noi.

Accade anche ai bambini. Secondo una ricerca congiunta tra le università di Toronto e Chicago condotta sui bambini vittime di un terremoto in Cina, dopo la tragedia i piccoli diventano più altruisti, specie i più grandicelli.

Il team di ricerca, nel 2008, si trovava in Cina, appunto per effettuare degli studi riguardanti empatia e altruismo, quando un terribile terremoto ha ucciso 87 mila persone.

Gli scienziati hanno deciso di cambiare l’obiettivo degli studi indirizzandosi su come l‘esperienza del terremoto può influire sulla preoccupazione dei piccoli per gli altri.

Ecco come è andata avanti l’indagine, sono stati presi in considerazione:

  • 30 bambini di 9 anni
  • 30 bimbi di 6 anni

Successivamente sono stati dati loro:

  • 100 adesivi di cui potevano tenerne 10
  • poi è stato detto loro che alcuni compagni non erano stati inclusi nel test
  • è stato chiesto loro di rinunciare ad alcuni adesivi
  • i bambini li hanno messi in una busta

La situazione che si è delineata è la seguente:

  • prima del terremoto i bambini di 6 e 9 anni donavano 1-2 adesivi

Dopo il terremoto invece:

  • i bimbi di 9 anni hanno donato una media di 4 adesivi
  • i bambini di 6 anni invece in media 1 solo adesivo (alcuni niente)

Il coautore dello studio, Jean Decety della University of Chicago spiega così questo fenomeno:

il nostro studio dimostra che il terremoto ha influenzato le tendenze prosociali dei piccoli a seconda dell’età“.

In modo particolare si nota che le risposte dei bimbi sono diverse, appunto, seconda dell’età:

  • i più grandicelli diventano più generosi
  • i più piccoli più egoisti

Ma da che cosa dipende questa differenza di comportamento?

Sempre secondo Decety esistono vari gradi di sviluppo di empatia, corrispondenti alle diverse età del bambino.

In questo caso le regioni prefrontali dei più piccini non sarebbero mature quanto quelle dei più grandi. Quindi, davanti a uno stress estremo come nel caso del terremoto, le loro capacità subirebbero addirittura una regressione.

Gli autori insistono su questo punto:

Gli eventi tendono a far tornare i bimbi di sei anni ai modi egoistici della prima infanzia”.

I ragazzini di nove anni invece hanno cervelli abbastanza maturi per:

  • riconoscere i sentimenti degli altri
  • attenuare quelli più negativi

 Lo studio è stato poi ripetuto a distanza di 3 anni dal disastro su un diverso gruppo di ragazzi:

  • sono stati presi in considerazione 240 bambini
  • 123 bambini appartenevano alla zona colpita dal terremoto
  • 128 dalle zone non colpite
  • l’età era tra i 6 e 9 anni

Ecco che cosa è successo:

  • ai ragazzi sono state fatte vedere scene neutre e riferite al terremoto
  • è stato utilizzato lo stesso metodo degli adesivi
  • i bambini di nove anni hanno aumentato la donazione

Questa ricerca è molto interessante perché dimostra che, se da una parte l’esperienza personale del dolore può aumentare la compassione, ci sono casi in cui ha l’effetto opposto.

Nel caso preso in esame infatti se l’esperienza dolorosa avviene troppo presto il cervello ancora troppo immaturo dei ragazzi non riesce a elaborare adeguatamente quanto avvenuto e ciò li induce invece verso una maggior autoconservazione, rendendoli meno sensibili.

Senza la cura e l’attenzione verso gli altri però la nostra civiltà non sarebbe arrivata a questo punto quindi forse questo è un segno che la nostra persona tende all’altruismo.

Voi unimamme cosa ne pensate?

 

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

Notizie Correlate

Commenta