Come “difendersi” dopo il parto…

Limitiamo la scia delle visite di parenti ed amici dopo il parto. Ecco alcuni consigli su come moderarne l’afflusso, nel rispetto del bambino e della neo mamma.

Segnale indicante "per favore non disturbare"

Cara amica, questo articolo è dedicato a tutte le mamme che, come me, hanno subito la lunga scia di visite dei parenti e degli amici fino ad un mese dopo il parto.

E’ vero la nascita di un bambino è un evento meraviglioso, magico, ma il parto è molto stancante, non foss’altro lo stress psicologico e fisico a cui una partoriente è sottoposta, per poi aggiungere l’inizio dell’allattamento, e per le più fortunate (in senso ironico) il fastidio dei punti.

Ed ecco, in tutta questa situazione, comparire quotidianamente, in ospedale e a casa, i suoceri, gli amici, le amiche della palestra, i colleghi di studio, la nonna, la cognata della cugina canadese che si trovava a passare, fatalità, vicino casa tua, che avevi visto solo il giorno delle tue nozze e di cui non ricordi neanche il nome…

Sono delle situazioni paradossali, in cui la nostra neo mamma non solo si sente stanca, ma i suoi nervi vengono messi a dura prova.

Ecco degli utili consigli per arrestare il “nemico”:

  • anticipare alle persone più vicine di canalizzare il traffico “visita bimbo” in ospedale, in modo tale che l’orario di visita parenti ed il personale infermieristico potranno esserci d’aiuto nel garantire brevi visite e solo in determinati orari;
  • mantenere un orario di visita anche dopo l’uscita dalla struttura, in modo tale da poter garantire alla mamma ed al bambino il sonno ed il riposo dovuto;
  • avvisare le nostre più care amiche di rimandare per un po’ la loro visita, loro capiranno sicuramente il momento ed attenderanno di godersi il nipote in una giornata più consona;
  • scatenare la nonna ottantenne come segretaria, in modo da smaltire le telefonate delle colleghe o dei conoscenti che possiamo posticipare a data futura;
  • durante la visita, cara mamma, rimani a letto, se puoi, in modo tale che le persone si rendano conto di non protrarre la loro visita oltre il dovuto;
  • non facciamo diventare il nostro bambino l”acqua santiera di turno“, chiediamo possibilmente che coloro che ci fanno visita lo lascino riposare, e che si lavino le mani se proprio non possono fare a meno di prenderlo in braccio.

Manteniamo la calma, soprattutto quando ci vengono elargiti consigli su come fare la mamma, che nessuno ha richiesto, e in quel caso amica usiamo la tattica del sorriso, ringraziamo e seguiamo il nostro istinto. Con ciò non voglio dire che  dobbiamo disprezzare i consigli, tutt’altro, è bene farne  tesoro, ma poiché solo noi possiamo conoscere con precisione le reali esigenze del nostro cucciolo sin dal primo minuto della sua nascita,  confidiamo nelle nostre capacità, sicuramente adatte e idonee.

Diventare mamma significa anche questo… 😉

Firma: Carlotta Guglielman

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