Andrologia: cos’è e perché è importante far visitare i nostri figli?

Scopriamo a cosa serve l’andrologia e quando e perché è necessaria la prima visita.

Giovane medico

Quante di voi hanno portato la propria figlia adolescente alla prima  visita ginecologica? E a che età?

Quanti genitori invece hanno portato il figlio maschio dall’andrologo? Abbiamo paura che in questo caso la risposta sia nulla o bassissima.

Sicuramente il rapporto visite ragazza-ginecologo/ragazzo- andrologo è molto sbilanciato, e il motivo è che la scienza dell’andrologia è relativamente nuova e perciò ancora poco conosciuta.

Inoltre essendo le donne costrette, per motivi puramente riproduttivi, ad andare almeno una volta nella vita dal ginecologo, la pratica è diventata comune anche negli anni della pubertà.

Ma cos’è l’andrologia?

E’ “una nuova disciplina medica, formatasi nella seconda metà del secolo appena trascorso, con il contributo di altre discipline come l’urologia, l’endocrinologia, la genetica, la neurologia e la psicologia che gli hanno fornito una buona parte delle sue basi teoriche”, scrive il dottor Giovanni Beretta su Medicitalia.it.

A differenza dell’urologia però, l’andrologia ha “come campo specifico di interesse, l’area sessuale e riproduttiva del maschio”.

Già, perché, ricordiamocelo sempre, i figli si fanno in due e anche gli uomini devono controllare il loro apparato riproduttivo, perché, nei casi peggiori, anche loro possono essere affetti da sindromi o riportare malformazioni, o magari presentare da bambini i sintomi di una pubertà precoce.

Tra le sindromi ricordiamo:

  • la sindrome di Klinefelter, accompagnata spesso da una riduzione del volume testicolare ed infertilità
  • l’ermafroditismo, una sindrome rarissima.

Tra le malformazioni, molte delle quali vanno individuate e trattate entro i 2 anni di vita, ci sono:

  • il criptorchidismo, altrimenti conosciuta come ritenzione testicolare, nella quale uno o entrambi i testicoli sono ritenuti nell’addome.
  • l’ipospadia, che secondo le statistiche colpisce 2 bambini ogni 1000, e che consiste nel fatto che l’uretra anteriore in cui passa l’urina non termina sulla sommità del glande ma lungo il pene.

Per tutto questo, ma anche per valutare lo sviluppo puberale c’è l’andrologia. Di regola la pubertà maschile, ossia la  comparsa dei caratteri sessuali quali l’aumento del volume dei testicoli e del pene, la comparsa di peli pubici e ascellari e il cambiamento del tono della voce, dura 5 anni e inizia a manifestarsi intorno agli 11 anni.

Si parla di pubertà precoce se inizia prima dei 10 anni, di pubertà ritardata quando a 14-15 anni non si sono ancora manifestati i cambiamenti sopracitati, e ciò può dipendere da diversi fattori legati alla genetica, o ambientali (sociali, economici e alimentari).

Quando è consigliabile la prima visita?

Per individuare e prevenire eventuali patologie, come ad esempio il varicocele (dilatazione delle vene del testicolo), che possono interferire su fertilità e sessualità, e per fornire una corretta educazione sessuale, soprattutto in tema di malattie sessualmente trasmissibili, occorrerebbe prevedere la prima visita andrologica durante la prima adolescenza, e quindi intorno ai 14 anni. Perfetto sarebbe se dall’andrologo il figlio ci andasse con il papà.

Cosa ne dite unimamme? Sapevate dell’importanza di questa branca della medicina?

Firma: Paola Giglio

Notizie Correlate

Commenta