Ricorrere all’epidurale o no? Ecco la mia storia

Continuiamo la nostra condivisione delle esperienze di alcune mamme con il racconto di chi ha scelto di partorire ricorrendo all’anelgesia epidurale. Come è andata? Scopriamolo insieme!

Mamma in attesa guarda in camera sorridendo

Cara mamma l’idea di partorire e di soffrire non fa piacere (e ci mancherebbe!) a molte di noi. Spesso si cade in un vero stato d’angoscia, ma è tutto normale e soprattutto  superabile.

Cos’è la anelgesia? L’anelgesia

, letteralmente assenza di  dolore, è l’anestesia che viene somministrata dall’anestesista.

In questo caso parliamo dell’epidurale e della mia esperienza. Io l’ho richiesta, mi sono sottosposta alle dovute analisi per tempo, e così ne ho potuto beneficiare durante il travaglio.

Per esperienza personale posso dire di essermi trovata molto bene e di non aver sofferto, ho partorito una bambina di ben  3.580 gr., nata con nessun segno di sofferenza sul viso, grazie anche al supporto decisivo del  personale medico ed ostetrico che mi ha assistito con competenza e gentilezza.

Effetti collaterali? Nel mio caso: NESSUNO! 🙂

Perchè ho scelto di fare l’epidurale? Perchè penso che vivere nel 2013 significhi anche usufruire dei progressi che il nostro tempo ci offre. E quindi non solo, ad esempio, dei telefoni cellulari di ultima generazione, che alla fine costano quanto una amniocentesi effettuata presso una struttura privata, ma anche di quei progressi scientifici che ci aiutano nella vita di tutti i giorni come, nel mio caso, scegliere liberamente di non “partorire nel dolore”.

E’ però giusto e opportuno che ognuna scelga in base alla propria volontà ed esperienza,  al di là dei giudizi degli altri.
Fidiamoci
di noi stesse soprattutto perchè a partorire saremo noi e nessuno di tutte quelle persone che ci vogliono convincere.

Molte donne, come sappiamo, non richiedono l’anelgesia durante il travaglio e preferiscono ricorrere a tecniche non farmacologiche. Queste donne saranno non solo stimate per la scelta, ma verranno fortemente supportate dal personale medico ed ostetrico.

Vi sono altre partorienti che invece richiedono l’anelgesia durante il travaglio, a quel punto ne beneficeranno sempre con l’ausilio del personale .

Confrontiamoci con il medico e l‘ostetrica che ci affiancano, e adesso anche la doula, e seguiamo i loro consigli, perchè stiamo trovando conforto in persone che lavorano con il dolore dei propri pazienti ogni giorno. Persone capaci di aiutarci a fare la scelta migliore per noi e per i nostri bambini.

Nel mio caso ricordo che i primi regali che ho fatto dopo il parto sono stati per l‘ostetrica, l’anestesista e il ginecologo che mi hanno seguito durante la gravidanza e il parto. Se lo meritavano. Mi sono sentita in dovere di farlo, perchè, grazie al loro supporto continuo per tutti i nove mesi, ho avuto un buon travaglio e ho partorito ridendo e soffrendo. Ho conosciuto un dolore tutto diverso, perchè era finalizzato alla gioia!

Quello che mi sento di consigliarvi, alla luce della mia esperienza, è di collaborare con il personale medico che vi assiste, di fidarvi di loro. Sono certa che la vostra fiducia sarà ripagata, almeno per me è andata, fortunatamente, così!

Firma: Carlotta Guglielman

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