Un papà spiega cosa ha imparato dal figlio autistico: lui è la mia guida

Chi ha detto che i solo i genitori devono insegnare ai figli? Ecco cosa ha insegnato un figlio affetto dalla sindrome di Asperger al padre.

sindrome di aspergerUn bimbo autistico spesso tende a chiudersi in se stesso e a isolarsi dall’ambiente che lo circonda, perciò comprendere cosa passi nella sua testolina diventa sempre più difficoltoso. Questo, per lo meno, è quello che  appare alle persone poco attente. Se si presta attenzione, invece, ai comportamenti del bimbo si può comprendere l’amore che egli nutre ed esprime. Questo ha fatto il protagonista di quello che leggerete.

Un papà e l’autismo: l’esperienza di un uomo

Anthony Goulet, il papà di un bambino autistico che vive a Houston, nel Texas, ha imparato a guardare il mondo attraverso gli occhi di suo figlio scoprendo delle cose che ha voluto poi condividere con il mondo. Ecco cosa ha scritto questo papà sui successi ottenuti dal figlio.

Anthony inizia raccontando del tragico momento in cui gli hanno detto dei problemi di apprendimento del figlio minore, che ha appena frequentato la quinta classe delle elementari.

Il piccolo frequentava l’asilo e lo psicologo della scuola gli ha diagnosticato la sindrome di Asperger, che fa parte dello spettro autistico. “Ho combattuto contro la diagnosi perché mi spaventava. Non sapevo nulla di autismo. Come molte volte nella vita, mia moglie ed io abbiamo preso un respiro profondo, pregato, ci siamo messi nelle mani di Dio, e poi abbiamo deciso di lasciare semplicemente a lui il compito di ‘spiegarci’ la sua malattia. Suo fratello e sua sorella sono i suoi eroi, e tutti e tre loro sono miei eroi e i miei insegnanti.”.

E adesso il piccolo ha raggiunto il suo primo traguardo scolastico e Anthony dice “Vederlo camminare sul palco oggi con un grande sorriso e ricevere il diploma dal preside, quante difficoltà ha attraversato per arrivare a questo momento! Questo è stato l’anno scolastico più impegnativo che avevamo di fronte. Durante tutto lo scorso anno è stato picchiato e maltrattato, e persino aggredito tre volte a scuola. Perché? Forse perché vede il mondo diverso, o forse perché la sua bontà implacabile è vista come una debolezza. Chi può davvero dire quali siano le motivazioni? Di questo ne abbiamo parlato sia con i ragazzi artefici dell’aggressione e anche con i loro genitori. Questo mi ha fatto arrabbiare, mi ha frustrato e mi ha fatto male. A quale genitore non farebbe male una cosa del genere? Dopo tutti questi incidenti negative e traumatici, che cosa resta? È proprio questo il motivo per cui scrivo, in questo modo potrò spiegare a voi esattamente quello che resta: il cuore di mio figlio rimane!”.

Anthony racconta delle buone parole che il figlio spende per le persone che gli fanno male:

  • dei bulli che lo hanno maltrattato ha detto “Nessuno gli ha mai insegnato ad avere un amico, non sa cosa voglia dire”,
  • e di coloro che gli hanno rubato i soldi ha detto “Probabilmente erano affamati. Ne avranno avuto bisogno“.

Sostiene sempre Anthony Goulet di non riuscire a comprendere quale sia la disabilità di chi soffre di autismo. La disabilità è quella completa di odio, risentimento, paura, pregiudizio e negatività in genere e il figlio è tutt’altra cosa. Il figlio vede il bene ovunque, è una persona ottimista che si sveglia sorridendo e che continua a sorridere nonostante tutto e tutti. Anche quando sta poco bene o sta affrontando un momento difficile se gli si chiede “come stai?” rispondeSto andando alla grande.”.

E allora cosa avrà imparato Anthony da suo figlio? Ecco quello che egli stesso ha dichiarato: “Ho imparato che in questo labirinto che è la vita in cui tante persone lasciano il loro cuore per cercare altre cose, mio figlio conserva il suo cuore e mostra agli altri la strada. Ci sono solo occasioni mancate per ricordare ciò per cui siamo stati creati…amare, essere gentili, altruisti e ottimisti.”.

Che storia meravigliosa! È proprio vero…i disabili sono coloro che non riescono a comprendere quanto sia importante essere gentili e amare ciò che li circonda! E voi, care unimamme, cosa ne pensate?

Firma: Francesca Nicoletti

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