Autismo: una mamma dice stop ai luoghi comuni

Una mamma con figli affetti da autismo spiega perché lei e i suoi piccoli non hanno bisogno della pietà di nessuno.

bimbo

La “normalità” non esiste e quando non si capisce qualcosa o non la si conosce abbastanza si dovrebbe avere almeno il buonsenso di non essere scortesi.

Una mamma americana che per l’ennesima volta si è sentita rivolgere dei commenti fuori luogo a proposito dei suoi bambini, affetti da autismo, ha deciso di esprimere quello che prova davanti a questo tipo di esternazioni.

Courtney era uscita per fare la ceretta alle sopracciglia, quando una delle estetiste, dopo aver appreso che due dei figli della donna erano affetti da autismo, si è lasciata andare a commenti del tipo: “mi dispiace tanto, non riesco a immaginare quanto sia terribile, almeno l’ultimo è normale?“.

Essendo abituata a uscite di questi tipo, Courtney ha cercato di rispondere in maniera cortese, tentando di spiegare perché non avesse bisogno della pietà di nessuno e di come fosse appagante essere la madre dei suoi tre bimbi.

Courtney infatti è una mamma, come tutte, molto orgogliosa dei suoi figli e delle sfide che affrontano quotidianamente.

Certo, le difficoltà sono tante, ma come nelle altre famiglie.

La cosiddetta “normalità” non esiste e ciascuno ha i propri problemi, anche se a volte non prendono la forma di una diagnosi.

Essere genitori, dopotutto, non è facile per nessuno, ma Courtney sa che ne vale la pena.

I suoi piccoli la rendono felice, la fanno divertire e diventar matta esattamente come accade alle altre madri.

Come tutti i genitori, Courtney e suo marito cercano di creare un ambiente sereno per i bimbi e di fare le scelte migliori per loro.

Essere autistici, soprattutto, non vuole dire essere malati, poiché si tratta di un disturbo neurologico. Semplicemente queste persone vedono il mondo in modo un po’ diverso. Il loro cervello processa le cose in maniera differente.

Cortney si augura che il suo sfogo possa servire a qualcuno affinché tratti questo argomento con maggior sensibilità e consapevolezza.

E voi unimamme come avreste reagito nella stessa situazione di Courtney? E soprattutto siete d’accordo con lei, sul fatto che la “normalità” sia relativa? Parliamone!

Firma: Maria Sole Bosaia

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