Una mamma aiuta il figlio di 6 anni transgender: “voglio che sia felice” (FOTO)

Danny McFadyen frequente la scuola elementare ed è il più giovane transgender del Regno Unito

Danni è il bambino più giovane di tutto il Regno Unito, ha solo 6 anni, a voler cambiare sesso. Con il sostegno della sua famiglia naturalmente. La sua mamma, che lo sostiene, ricorda, in modo particolare, un episodio quando il piccino aveva 3 anni: “era in bagno ed è riuscito ad afferrare un paio di forbici e diceva di volersi tagliare il pisellino per poter diventare una bambina”.stanza

La donna McFadyen  è miracolosamente riuscita a rimanere calma, dicendo al bimbo che non poteva perché avrebbe sanguinato molto.

Bambino transgender: ha deciso quando era molto piccolo

“Con calma ho preso le forbici e le ho allontanate da lui”.

La donna era comunque sconvolta “nessuna mamma dovrebbe vedere un figlio così turbato nella sua pelle”.

La mamma di Daniel e il padre si sono rivolti a specialisti che hanno diagnosticato al bambino la disforia di genere che si verifica quando un adulto o un bambino è stressato o turbato perché il proprio sesso non corrisponde al genere di identità. Danni dice a tutti di essere una bambina, ma ha un corpo da bambino.

Grazie alla diagnosi la famiglia può aiutare Danni ad essere una bambina, fermo restando finché magari non vorrà cambiare idea.

“Eravamo preoccupati per il fatto che avrebbe potuto essere bullizzato a scuola. Alla fine abbiamo lasciato che Daniel fosse chi voleva essere. Le nostre paure non erano sufficienti a impedirgli di essere una bimba, se è questo ciò che voleva”.

La signora McFayden, davanti a questa nuova realtà si è sentita inizialmente persa e vulnerabile ma ora vuole parlare della sua storia per diffondere consapevolezza, tramite una pagina Facebok: My transgender child.

Il processo infatti non è stato semplice. I dottori hanno suggerito di dare a Danni delle medicine per ritardare la pubertà per poi fare l’operazione per il riallineamento sessuale a 18 anni.

La mamma è andata a parlare con la maestra, raccontando che da quel momento avrebbero chiamato Daniel Danni, come peraltro già facevano.

La risposta di amici e parenti è stata positiva. La scuola ha addirittura installato bagni unisex per mettere Danni a suo agio. “Ho deciso di condividere la mia storia per creare consapevolezza sui bambini transgender e i loro genitori che soffrono in silenzio”.

La signora McFadyen sa che c’è molto da affrontare ma con il giusto supporto è possibile aiutare bambini come Danni, che ora la donna considera una femmina.

“Il primo passo è andare da uno specialista di genere e avere una diagnosi” dice la donna al Daily Mail.

La famiglia ha avuto anche il sostegno del gruppo Marmeids quando Danni si lamentava di non voler più indossare vestiti maschili. Ora Danni ha i capelli lunghi, indossa abiti da bambina e quando i genitori o i parenti vogliono fare un regalo, sceglie bambole, peppa pig o carrozzine.

Poi Danni deciderà se assumere o meno estrogeni due anni prima del riallineamento di genere.

La mamma di Danni ha perso alcune amiche a causa della sua decisione di far sì che il figlio avesse la transizione così presto.

“Molte persone pensano che sia una cattiva mamma, ma farei di tutto per vedere felice il mio bambino”.

“Ora la mia bambina è felice ed è una bimba completamente diversa. Da maschio era tranquillo, ritirato e triste, ma da quando vive come Danny è un raggio di sole“.

“Siamo arrivati a un punto in cui ho realizzato che potevo tenere il resto del mondo felice o mio figlio felice. Per me e mio marito non si trattava nemmeno di una scelta, sappiamo di aver fatto la cosa giusta.

“Ero preoccupata su cosa avrebbero detto i nonni, visto che vengono da un’altra generazione ma sono stati straordinari e dicono di amare Danny non importa come”.

Unimamme, forse ricorderete la triste storia di Josh, un ragazzo di 17 anni che si è suicidato perché i genitori non lo accettavamo come transgender.

La vicenda di Danni ci invita a riflettere su come comprensione e accettazione siano le armi migliori per dei genitori che vogliono la felicità dei figli.

Voi cosa ne pensate?

Firma: Maria Sole Bosaia

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