Bambini: dai loro disegni possiamo capire tanto!

I disegni dei piccoli dicono molto sul loro stato emotivo, sulle relazioni con la famiglia e i loro coetanei.

disegno infantile

Unimamme che guardate ammirate gli scarabocchi dei vostri bimbi come se fossero dei piccoli Picasso, certamente avrete tentato a più riprese di interpretare formine e linee lasciate sul foglio dai vostri figli.

I disegni dei piccoli sono una delle forme di comunicazione da loro favorite e, oltre ad essere un aspetto della personalità ed evidenziare la loro maturazione, indicano anche:

  • problemi
  • sentimenti
  • emozioni
  • conflitti.

Disegni dei bambini: come imparare a interpretarli

I primi segni cominciano a essere tracciati a circa 18-20 mesi, spesso però si tratta di colpi così forti da rompere il foglio. Questo perché il controllo motorio dei piccoli è ancora limitato. Vediamo però come si sviluppa, in modo graduale, la consapevolezza dei bambini.

2 anni

Il bimbo scopre che esiste un rapporto tra movimenti e segni ottenuti. Di solito si tratta di linee verticali, orizzontali o circonferenze.

3 anni

Si comincia a dare un senso allo scarabocchio. Il piccolo disegna emozioni che ha vissuto intensamente. Esiste quindi un’intenzionalità rappresentativa.

4 anni

Gli scarabocchi diventano comprensibili anche all’adulto. Emergono le prime figure umane. I bambini cominciano a raffigurare le persone che però sono ancora molto schematiche, di solito si tratta di un cerchio da cui partono braccia e gambe. Pian piano, all’interno del cerchio compaiono gli occhi e infine anche bocca e naso.

5 anni

Ora l’omino è completo, ci sono anche braccia, gambe e un tronco, persino le orecchie anche se un po’ sproporzionate. Gli arti diventano bidimensionali e compaiono i primi cenni di vestiario.

Dai 6 anni

Lo schema mentale del corpo è più completo e l’omino acquisisce un collo, le mani. Solitamente le bambine arricchiscono di dettagli il loro disegno, come fiori, giocattoli e animali.

Le persone amate vengono rappresentate con più cura, a volte persino in movimento. Quest’ultimo elemento, in modo particolare, denoterebbe una personalità estroversa.

I bambini disegnano gli aspetti della realtà che per loro hanno maggiore importanza. Questa fase termina verso i 9 anni. Proporzioni e prospettiva vengono acquisite col tempo, ma i temi che per loro sono più sentiti rimangono sproporzionati. Se un bambino disegna tutto nelle stesse proporzioni vuol dire che la sua partecipazione emotiva è scarsa. Le cose di maggior valore per il piccolo tendono ad occupare una posizione centrale, ma non vi è nessun legame tra dimensioni e intelligenza del ragazzino.

Firma: Maria Sole Bosaia

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