Insegnanti di sostegno false: la truffa ai danni dei bambini

Una compravendita di diplomi e titoli falsi per lavorare come insegnanti di sostegno: una faccia dell’Italia di cui ci vergogniamo.

insegnanti di sostegno

A little girl with cerebral palsy is sitting and listening to her caregiver read her a book at school.

Care unimamme, l’ennesimo scandalo “all’italiana” e questa volta le vittime sono i bambini diversamente abili, quelli che hanno cioè bisogno di un sostegno a scuola.

Abbiamo già parlato della condizione assurda in cui si trovano questi bambini in Italia, legata ai tagli alla scuola, e a volte addirittura “segregati” in aule da soli, ma questa volta il problema è diverso.

REC, trasmissione di Rai 3, di ieri sera ha presentato un servizio di Di Alessandra Borella e Cecilia Bacci che ci ha letteralmente sconvolto.

Secondo quanto riportato da REC, in Italia nell’anno scolastico 2014/2015 gli alunni diversamente abili erano oltre 234 mila. A fronte di questo numero, gli insegnanti di sostegno “qualificati” circa 110 mila.

Ma cosa si intende per qualificati? Quali i requisiti che devono avere?

Negli anni sono cambiati i requisiti richiesti: se inizialmente era sufficiente un diploma da magistrale, poi è stata la volta di un attestato di un corso di specializzazione fino ad arrivare ad oggi in cui è richiesta una Laurea in Scienze della Formazione.

Qual è il procedimento per assumere un insegnante di sostegno in una scuola?

Secondo quanto riportato da REC, il dirigente scolastico riceve un’autocertificazione dalle persone “qualificate” e poi, previa verifica, può assumere.

In realtà ciò non sempre è avvenuto. E’ ad esempio il caso di una scuola di Foggia, denunciato da REC, in cui i dirigenti che ricevevano le autocertificazioni prima assumevano e poi in caso controllavano.

Il servizio si apre con la storia di Dario, un bambino di 8 anni, con un disturbo dello sviluppo e del linguaggio che è stato seguito in una scuola di Foggia da 2 insegnanti di sostegno. Il punto è che nessuna delle due aveva il titolo per farlo. La madre racconta infatti che Dario non voleva andare a scuola e che spesso piangeva.

Le due maestre, secondo l’indagine della Guardia di Finanza, avrebbe acquistato per 20 mila euro i loro diplomi.

E Dario purtroppo non è solo: altri i bambini sono stati vittime di questa truffa.

Dall’indagine risulta che le maestre coinvolte in tutta Italia sono circa 50 e tutte provengono da un paese in provincia di Foggia, Lesina.

In questo paese gli indagati sono ben 64. A guidare la macchina sembrerebbe esserci una donna, una vigilessa urbana, di nome Anna Maria Stoico, indagata per truffa aggravata ai danni dello Stato. Questa per anni avrebbe realizzato diplomi, attestati e lauree fasulli. Le persone del paese, interpellate, sono arrivati addirittura a giustificarla dicendo che “aiutava le persone disoccupate“.

Anna Maria Stoico sembrerebbe aver iniziato la sua carriera mentre aveva in gestione 2 asili nel centro di Foggia e dove nel 2005 avrebbe “piazzato” la sorella.

Insomma una brutta storia. Ma la colpa non è da attribuire solo a chi forniva i titoli falsi, ma anche, e soprattutto, a chi non effettuava i controlli. 

 

Le scuole ma anche il Ministero della Pubblica Istruzione.

Tra l’altro, secondo quanto mostrato, era anche facile capire che si trattava di titoli contraffatti: molti i particolari che non andavano bene(es. firma del preside, riferimenti, ecc.)

Come può lo Stato tutelare questi ragazzi?

Una ex dirigente del Ministero spiega che esistono degli ispettori che dovrebbe controllare, ma sono sempre meno e quelli che ci sono non sono motivati: “non hanno voglia di farsi nemici” dichiara.

Alla proposta di creare una base base dati integrata tra Ministero, Università e scuole, la ex dirigente ammette che sarebbe una soluzione e che se ne parla da anni, ma senza risultati.

Le colpe quindi sono diverse:

  • di chi produceva i falsi diplomi,
  • delle persone che hanno dichiarato il falso, offrendo sostegno senza averne le necessarie competenze,
  • dei dirigenti scolastici che non hanno controllato,
  • del Ministero che non ha monitorato.

Ma a pagare per ora solo i giovani studenti e le loro famiglie.

E voi unimamme, che  ne pensate? Eravate a conoscenza di questo scandalo?

 

Firma: Redazione Universo Mamma

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