Calmare un bambino arrabbiato: le frasi da dire consigliate dagli esperti

Per calmare e tranquillizzare bambini arrabbiati ordini e nervosismo non aiutano: meglio usare alcune frasi studiate ad hoc.

bambini nervosi

Uno dei compiti più difficili per i genitori è quello di calmare i bambini nervosi, arrabbiati e in lacrime. Un momento complicato, i capricci, la stanchezza o la ipersensibilità possono far letteralmente esplodere i bambini in pianti e urla. Per evitare gli scatti d’ira, contenere i capricci e calmare un bambino nervoso, gli psicologi hanno messo a punto alcune tecniche per neutralizzare rabbia, ansia e nervosismo.

Si tratta di una serie di frasi da dire ai propri figli, per calmarli, contenere le loro emozioni e ristabilire un clima positivo. Se i genitori, infatti, imparano a mantenere l’autocontrollo e a fare le domande giuste, anche i momenti più difficili si possono risolvere.

Bambino arrabbiato: le frasi da dire e da non dire

Gli esperti hanno elaborato una serie di domande da rivolgere ai bambini nervosi e arrabbiati per riportarli alla calma e tranquillizzarli. Un modo per aiutare i genitori a riprendere il controllo della situazione.

1- Quando un bambino lancia oggetti e giocattoli, invece di ordinargli di smettere, con il rischio che si arrabbi ancora di più, gli esperti suggeriscono di parlargli così: “Quando lanci i tuoi giocattoli, penso che non ti piaccia giocarci. E’ così?” In questo modo il genitore si pone all’ascolto del figlio e invece di giudicarlo tiene aperto il dialogo, gli comunica un suo punto di vista su una situazione e dà al figlio la possibilità di rispondere, e spiegare cosa c’è che non va.

2- Invece di dire “i bambini grandi non si comportano così“, dite piuttosto: “I bimbi grandi e anche gli adulti alle volte provano emozioni e sentimenti forti. Va tutto bene, passerà“. Più i figli crescono, più i problemi si fanno grandi. Bisogna saper accettare i momenti di frustrazione, rabbia e ansia dei figli, evitando di esasperarli. Aiutare i figli ad esprimere le emozioni, piuttosto che soffocarle, è importante.

3- Quando i bambini in un momento di esasperazione alzano le mani su qualcuno, invece di urlargli di smettere o fermarsi, è meglio dire: “Va bene essere arrabbiati, ma non ti permetterò di alzare le mani o colpire qualcuno. Tutti devono stare al sicuro“. In questo modo i bambini nervosi capiranno che non è la loro emozione ad essere sbagliata, ma il modo di reagire. Il genitore in questo modo pur non giudicando il figlio rimane autorevole.

4- Quando un bambino è in difficoltà perché non riesce a fare qualcosa, invece di sottolineare il problema, provate ad andargli incontro e aiutarlo: “E’ difficile da fare, vero? Vediamo come risolvere la cosa insieme” E’ importante capire perché i figli sono in difficoltà, cercare di aiutarli e mostrarsi comprensivi è fondamentale.

5- Quando i bambini nervosi sono molto agitati, invece di dargli l’ultimatum affinché la smettano, è preferibile cercare di prenderli da parte, capire cosa non va e calmarli. In questo modo non si sentiranno isolati.

6- Quando i bambini non vogliono lavarsi i denti, gli ordini perentori hanno poco effetto. Scegliete piuttosto la formula del gioco, chiedendogli se vogliono lavarsi i denti prima loro o lavarli al loro pupazzo o orsacchiotto preferito. In questo modo i bambini hanno una scelta e non si sentono con le spalle al muro.

7- Quando i bambini non ne vogliono sapere di mangiare, ordinarglielo ha poca efficacia. Piuttosto, anche in questo caso coinvolgeteli, e chiedete loro come fare per rendere il cibo più buono. In questo modo i bambini si sentiranno coinvolti e responsabilizzati.

8- Quando i bambini tengono la stanza in disordine, è inutile urlargli contro e ordinargli di fare ordine. Proponete una soluzione positiva: “Che ne dici di iniziare a dare una pulita alla tua stanza? Ora ti do una mano“. Iniziare un compito gravoso, invece che parlarne è la soluzione migliore.

9- Quando un bambino impiega un sacco di tempo per prepararsi ad uscire di casa, invece degli ordini perentori, chiedergli: “Di cosa hai bisogno per essere pronto ad uscire?“. Questo aiuta i bambini a responsabilizzarsi.

10- Quando un bambino piagnucola o fa la lagna, invece di ordinargli di smettere, gli si può chiedere di tornare a parlare ed esprimersi con la sua voce normale. Spesso infatti i bambini non si rendono conto del loro tono di voce, chiedergli di ripetere con un tono di voce normale quello che hanno chiesto li aiuta ad esprimesi in modo corretto, senza sentirsi giudicati.

11- Quando i bambini si lamentano di qualcosa, invece di ordinargli di smettere, mettetevi in ascolto e chiedetegli se hanno soluzioni da proporre. Anche in questo caso si sentiranno coinvolti e responsabilizzati. Ricordate anche di dire ai vostri figli che non ci sono risposte sbagliate. Questo li aiuterà a superare i problemi.

12- Quando i figli non ascoltano i genitori, invece di mostrare esasperazione, provate a dire: “Capisco che non mi hai sentito la prima volta. Che ne dici se te lo ridico e tu lo dici di nuovo a me?“. In questo modo i bambini, e ragazzi, si sentono coinvolti e ripetere quello che gli hanno detto i genitori li aiuterà a ricordare.

13- Quando i bambini sono frustrati perché non riescono a svolgere un compito, invece di farli sentire inadeguati provate a chiedergli: “E’ una cosa troppo difficile adesso? Facciamo una pausa e riprendiamo dopo”. Una pausa anche breve può aiutare molto, soprattutto riduce lo stress. Un trucco da usare quando i figli sono impegnati con i compiti, in uno sport o ad imparare a suonare uno strumento.

14- Nei momenti di tensione invece di ordinare ai figli di andare nella loro camera, provate con un:” Rimarrò qui con te finché non sarai pronto a ricevere un abbraccio“.

15- L’isolamento non fa bene ai bambini, dare loro spazio e tempo per superare i conflitti li rassicurerà sulla presenza e l’aiuto dei genitori.

16- Quando i bambini danno in escandescenze o vi fanno scenate in pubblico, evitate di dirgli che vi stanno causando imbarazzo, invitateli ad andare in un luogo appartato per risolvere la questione. In questo modo impareranno come ci si comporta in pubblico.

17- Quando il vostro bambino vi innervosisce evitate di sospirare o alzare gli occhi in segno di disappunto, piuttosto stabilite con lui un contatto visivo, comunicate la vostra presenza, autorevolezza e ascolto. Ancora una volta il bambino si sentirà responsabilizzato.

18- Quando un bambino è in difficoltà, di nuovo, non fatelo sentire inadeguato. Comunicategli che comprendete le sue difficoltà e che il problema lo risolverete insieme. Importante è separare il comportamento dalla persona, per non far sentire il bambino giudicato.

19- Quando un bambino urla, ordinargli di smettere serve a poco. Per calmarlo provate con un gioco: “Farò finta di soffiare le candeline sulla torta di compleanno, mi vuoi aiutare?“. In questo modo il bambino dovrà prendere un grosso respiro e questo aiuterà a calmarlo.

20- Non dite mai a un bambino “non mi posso occupare di te ora“, se siete in un momento di difficoltà o frustrazione, comunicatelo a vostro figlio, dicendo anche che ora vi calmerete. Questo aiuterà il bambino a gestire le emozioni, se impara da un adulto.

21- Non dite ad un bambino “Basta discussioni” o “non parlo più” su un comportamento sbagliato, fategli capire con dolcezza e comprensione che non va bene quando si comporta in un certo modo o fa o non fa una cosa. Chiedetegli anche se vuole comunicarvi qualcosa. In questo modo tra genitore e bambino rimane il dialogo e il bambino può esprimere le sue emozioni.

22- Non dite ai bambini in modo nervoso di essere arrivati al limite della pazienza. Provate questo gioco: “Se verde è calmo, giallo è frustrato e rosso arrabbiato, io sono nel giallo quasi rosso. Tu che colore sei? Come facciamo a tornare al verde?“. Così si stempera la tensione e il bambino viene ancora una volta coinvolto e responsabilizzato. L’esperienza visiva dei colori, poi, aiuta i bambini ad esprimere i loro sentimenti.

23- Quando ai bambini non piace qualcosa che avete già scelto. Non imponetevi in modo autoritario e perentorio, fate capire loro che vi dispiace che loro non approvino e chiedetegli cosa fare la prossima volta per ottenere una soluzione migliore, che piaccia anche a loro. In questo modo i bambini di sentono coinvolti nelle vostre scelte e soprattutto si distraggono da quello che a loro non piace.

24- Quando i bambini dicono sempre di no, urlargli di smettere serve a poco, piuttosto rispondete: “Ho capito che hai detto di no, capisco che non ti piace questo, vediamo cosa possiamo fare“. Anche in questo modo l’attenzione del bambino si sposta da qualcosa che non gli piace ad una possibile soluzione, stemperando l’ansia.

25- Quando i bambini sono arrabbiati, ordinargli di smettere serve a poco. Provate a dirgli che capite la loro situazione e usate anche in questo caso il gioco: “Proviamo il nostro urlo guerriero per fermare la rabbia“. Questo gioco e urlare per tirare fuori la rabbia aiuta i bambini a calmarsi

26- Non dite al vostro bambino che sta esagerando quando ha un’esplosione emotiva. Ditegli piuttosto: “La tua grande reazione è dovuta ad una grande emozione. Se la tua emozione avesse una faccia da mostro, a quale assomiglierebbe?“. Anche qui, il gioco aiuta a superare l’emotività e a calmarsi. In questo modo i bambini tirano fuori di sé i sentimenti negativi e imparano a controllare le emozioni.

Riassumendo, invece di dire ad un bambino “basta!” quando piange o è nervoso, mettetevi vicino a lui, fate sentire che ci siete, che ascoltate, ditegli che gli volete bene. Rimanetegli vicino in silenzio, aspettando che gli passi.

Quando i bambini sono arrabbiati o nervosi spesso si sentono insicuri a causa dello stress, è importante che un adulto stia loro accanto per dargli sicurezza. Questo aiuterà a superare il momento difficile, di rabbia e sconforto.

Questi consigli sono stati pubblicati sul blog di psicologia PsychCentral.

E voi unimamme, cosa ne pensate di questi suggerimenti? Li conoscete, li mettete in pratica?

Noi vi ricordiamo il nostro articolo su come calmare l’ansia in un bambino

VIDEO: disturbi dell’umore nei bambini e adolescenti

Firma: valeria bellagamba

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