Bambini sempre più obesi: è guerra alle merendine

Uno studio italiano che ha incuriosito Harvard ha dimostrato che modificando l’ambiente in cui crescono i ragazzi, si riduce il rischio obesità per i bambini. Il progetto “EAT” e i risultati finora ottenuti.

obesità infantileCare unimamme, è oramai risaputo che la corretta alimentazione sia uno dei fattori cardine non solo della crescita ma anche della buona salute. Purtroppo molti fattori oggi minano la corretta alimentazione soprattutto in fase di crescita fino a determinare un vero e proprio allarme obesità  soprattutto nei bambini, molto spesso sottostimata dagli stessi genitori.

Ecco perché vogliamo portarvi a conoscenza di questa iniziativa messa in atto attraverso uno studio che potrebbe trasformare in via significativa la ricreazione a scuola.

“EAT”: il progetto che potrebbe rivoluzionare i distributori automatici di cibo

Il nome “EAT” significa Educazione Alimentare Teenager ed è partito nel 2009 grazie alla Fondazione del Gruppo ospedaliero San Donato di Milano. Questa idea ha lanciato per la prima volta la diffusione di spuntini salutari in quattro scuole medie, nella lista degli ingredienti banditi nelle macchinette distributrici:

  • sciroppo di glucosio,
  • fruttosio da mais,
  • margarine,
  • oli vegetali,
  • conservanti,
  • bibite gassate.

Al loro posto sono state inserite:

  • spremute di mele,
  • succhi senza zuccheri aggiunti,
  • crostatine farcite con la composta e pasta frolla con meno zuccheri e  burro biologico,
  • frollini di farine integrali e fatti con l’olio d’oliva,
  • panini sono farciti con la bresaola.

Il progetto, per poter prender vita, ha istituito una sinergia  tra agricoltori e produttori locali, società che gestiscono le macchinette, le scuole e i nutrizionisti,  puntato sul cambiamento di quei fattori che indirettamente modellano ed indirizzano consumi con riflessi significativi sullo stato di salute dei bambini.

I risultati sorprendenti del progetto pilota

I risultati dei nutrizionisti a due anni dall’inizio del progetto hanno attirato anche l’attenzione degli scienziati di Harvard.

Nell’anno scolastico 2009 i medici avevano  misurato il rapporto tra la circonferenza addominale e l’altezza per i 1.100 dei ragazzi coinvolti nel progetto. Dopo due anni, i risultati dicono che:

  • gli studenti fanno più sport,
  • la circonferenza addominale dei ragazzi in sovrappeso o obesi è diminuita in media da 78,5 a 75,5 centimetri,
  • l’indice di massa corporea si è ridotto per tutti,
  • il numero totale di obesi è sceso del 2%, quello di ragazzi sovrappeso del 7%,
  • sono cambiate anche le abitudini alimentari: la percentuale di chi fa colazione al mattino è passata dal 91,5% al 97,5% inoltre, prima il 5% non mangiava per niente verdure o frutta durante la settimana, ora questa percentuale è scesa a zero.

Il campione dei ragazzi da monitorare salirà a 5.500 ragazzi nel 2015, e i dati finali verranno presentati per l’Expo di Milano.

Certo le società che gestiscono le macchinette non sono state  subito d’accordo. Questo cambio prodotti ha implicato infatti un approccio al rifornimento molto più rapido in quanto le scadenze sono molto più ravvicinate ed i prodotti essendo più freschi necessitano temperature diverse e quindi un adeguamento dei vani contenitori.

I dati dimostrati sono comunque talmente incoraggianti e indicativi che lo sviluppo di questa azione concreta, che contrasta l’ambiente “obesogeno” creato spesso in luoghi frequentati dai ragazzi, non si fermerà.

Voi care Unimamme cosa ne pensate? Credete che questo progetto nelle scuole possa essere incisivo o marginale?

(fonte: linkinesta)

Firma: Manuela Leone

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