Bimbo ordina per la prima volta al ristorante: il racconto della mamma commuove

Un bambino con gravi allergie alimentari ha potuto vivere per la prima volta un momento meraviglioso: ordinare e mangiare al ristorante.

La vita di un bambino gravemente allergico non è semplice, così come non è lo quella dei suoi famigliari: se in casa si può più o meno riuscire a controllare tutto, ogni cosa diventa più complicata fuori. E’ necessario chiedere per esempio al ristorante o a casa di un amichetto se un determinato piatto può contenere qualche traccia di ciò per cui si è allergici e non si può solo sperare che tutto vada bene, perché se poi ci sono anche delle minime tracce si può rischiare un grave choc.

Per questo la storia di Isaac fa commuovere, visto che per una volta il bambino ha avuto una giornata indimenticabile.

Bambino con gravi allergie alimentari realizza un sogno 

Isaac è un bambino di 6 anni che soffre di gravi allergie alimentari. Inutile dire che non ha mai potuto uscire per un pranzo o una cena al ristorante e forse per questo si è sentito magari un po’ diverso.

La mamma invece ha raccontato di aver trovato un ristorante, che si chiama Lulu, in Florida dove il bambino per la prima volta suo figlio ha potuto sentirsi come tutti gli altri.

La famiglia – originaria del Texas – è andata in vacanza in Florida e ha potuto regalare al piccolo una giornata davvero indimenticabile.

Lo ha raccontato la mamma su Facebook, ringraziando pubblicamente il ristorante per la bellissima giornata:

Caro Lulu’s,

State guardando la foto di un bambino che non è mai stato, nei suoi 6 anni e mezzo, in grado di ordinare al ristorante…mai.

Gli sono state diagnosticate diverse allergie alimentari pericolose per la sua vita quando aveva 4 mesi e che non rende andare a mangiare fuori impossibile. Lui è severamente allergico a noci, noccioline, latticini e uova.

Abbiamo visitato il vostro ristorante una settimana fa quando eravamo in vacanza a Fort Walton Beach, Florida, dopo aver sentito che voi avreste potuto accoglierlo.  Ho chiamato e ho parlato con il direttore, Justin, che è stato assolutamente fantastico. Dopo aver spiegato che c’è una zona separata per cucinare il cibo per i cibi allergici e dopo avermi spiegato tutte le diverse possibilità per le sue allergie, tutta la mia famiglia di 13 persone ha guidato per 30 minuti per fare un tentativo. Siamo stati curati al di là di quello che avremmo mai immaginato e il mio dolce bambino, Isaac, ha avuto un’esperienza unica nella sua vita.

Abbiamo mangiato cibo delizioso e Justin si interfacciava con noi continuamente e ci ha fatto sentire una priorità assoluta. Abbiamo ballato, cantato, suonato e letteralmente avuto una serata che io, come sua madre, non lo dimenticherò mai.

Sulla via del ritorno, Isaac ha detto, con certezza, che la parte migliore della sua settimana di vacanza al mare è stata mangiare da Lulu.

Grazie dal profondo del mio cuore preoccupato di madre per avergli dato questa esperienza. Il tuo menu  per allergici è spettacolare! Saremo di ritorno la prossima volta!”

Dopo aver letto il post un’altra mamma, Katie Johnson Schmolker, ha scritto un messaggio di risposta: ha condiviso una foto della figlia di 3 anni, Kendall, anche lei gravemente allergica mentre mangiava felice al Lulu:

Non ho mai pianto dopo l’ordinazione come ora. Questo è stato sicuramente un momento clou della nostra vacanza, da ripetere semplicemente perché di tutti voi rendete possibile quello che tante famiglie danno per scontato”.

Naturalmente il post è diventato virale, arrivando ai proprietari del ristorante che hanno ringraziato la mamma di Isaac, spiegando che per loro accogliere come in famiglia i piccoli clienti è la loro missione.

Intervistata da un giornale locale, la mamma di Isaac ha poi raccontato che dopo che il figlio aveva ordinato e che era giunto il piatto, il bambino aveva detto stupito: “E’ tutto per me?“.

E voi unimamme cosa ne pensate? Avete un’esperienza simile?

Intanto vi lasciamo con il post che parla di allergie e intolleranze alimentari: un vademecum contro i troppi test inutili. 

Firma: Valentina Colmi

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