Basta liti, arrivano le regole!

Le liti tra fratelli sono parte integrante del loro percorso di crescita all’interno del nucleo familiare. Quando è utile intervenire e come fare se il conflitto non sembra avere fine?

Fratello e sorella che litigano

Guardateli bene quei ragazzini che si aggirano per casa, e probabilmente, mentre state leggendo questo articolo, sembra che vadano d’accordo: non ci sono urla, nessuno piange né si accapiglia, per ora.  E’ tuttavia un equilibrio delicatissimo, basta un attimo, qualcosa va storto e  inizia la zuffa quotidiana, una delle tante magari.

Scene di famiglia, scene che accadono come si dice, anche nelle migliori famiglie, niente di nuovo  e anche se tutto ciò avviene nel vostro salotto e vi scombina la quiete familiare

Le liti tra fratelli non hanno bisogno dell’intervento di un adulto, che si metta a decidere chi ha torto o chi ha ragione, ma di qualcuno che intervenga per favorire un confronto.

Nella maggior parte dei casi, infatti, le zuffe tra fratelli si risolvono da sole, secondo delle dinamiche di confronto/scontro all’interno delle quali i ragazzi si muovono e sciolgono le tensioni reciproche. 

Queste discussioni, per quanto possano non far piacere ai genitori, sono assolutamente necessarie alla formazione del carattere dei fratelli, e servono a favorire lo sviluppo dell’identità dei singoli, che passa anche attraverso lo scontro, per affermare la propria diversità, delineare dei confini e trovare il proprio spazio.

Cosa fare invece se la baruffa quotidiana si trasforma in qualcosa di più serio e i litiganti non sembrano essere in grado risolverla?

  • E’ chiaro che un genitore deve in questi casi intervenire, cercando di mostrare soprattutto ai contendenti come risolvere un conflitto in modo produttivo, cercando di far emergere le motivazioni dei due, e portandoli ad un confronto  che passi per l’ascolto dell’altro, provando a trovare un accordo, attraverso un compromesso.
  • Secondo elemento importante, per educare i fratelli al rispetto reciproco, è stabilire per loro delle regole da seguire che tutelino entrambi, risparmino conflitti inutili e li facciano sentire protetti, seguiti e sicuri.

In questo modo il messaggio che passa per i ragazzi è, non solo che il conflitto è accettato e possibile all’interno del contesto familiare ( oltre a far parte della vita più in generale), ma anche quello che  è necessario spendersi per ascoltare le ragioni dell’altro e cercare un accordo.

Bene, ora che avete finito di leggere, ascoltate bene…hanno iniziato a litigare? 🙂

Firma: Gioia Salvatori

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