Una bimba “diversa” cerca amici per giocare e la mamma scrive ai genitori FOTO

Il genitore di una bimba affetta da una malattia rara scrive una commovente lettera ai genitori sull’educazione deii figli alla diversità.

bimba diversa

In un libro di recente uscita che si intitola “Wonder” un bambino dal volto molto “particolare”, che tutti sfuggono o guardano con morbosa curiosità, è spinto ad uscire dal guscio di casa sua e frequentare le persone “normali“, non affette da una malattia rara come lui, per intenderci.

L’autrice di questo volume racconta di essersi ispirata a un fatto accaduto mentre si trovava con il figlio che aveva notato e puntato il dito gridando verso un altro bambino un po’ diverso, come nel caso della storia che stiamo per presentarvi e di cui si parla su The Mighty.

Come racconta anche un’altra mamma, si tratta pur sempre di bambini che vorrebbero solo essere considerati tali.

Una bimba “diversa” vorrebbe trovare amici con cui giocare

Ecco quindi la lettera che questa mamma Courtney Westlake ha scritto rivolgendosi ai genitori:

Non appena siamo arrivati al parco giochi il tuo bambino ha immediatamente puntato il dito contro la mia gridando forte: “mamma guardaLA!!”.  Tu l’hai zittito in fretta e l’hai chiamato da te per rimproverarlo con calma.

bambina "diversa" al parco

 

Eri alla fine del corridoio del negozio di alimentari quando tuo figlio ha fissato  la bimba nel mio carrello e ha chiesto: “perché questa bimba è così rossa?” Tu gli hai praticamente messo una mano sulla bocca per fermare altre domande mentre ti affrettavi a girare l’angolo senza guardarti indietro.

Il tuo bambino si è congelato guardando a bocca aperta la mia bambina in libreria. Io l’ho intravisto con la coda dell’occhio e ho notato i commenti sussurrati.

Ti ho sentito, ti ho visto. Ho sentito tutto nel profondo del mio cuore. Ed è stato ancora peggio quando hai cercato di nascondermelo, di nascondercelo.

Sei imbarazzata e questo lo capisco. Ma siamo entrambi genitori, cerchiamo di fare il meglio, entrambi amiamo intensamente i nostri bambini.

Quando cerchi di nascondere quelle ovvie conversazioni che si svolgono davanti a noi sembra che ti stia nascondendo dalla nostra famiglia.

Sembra che quel piccolo, insignificante spazio tra di noi che il tuo bimbo ha notato stia crescendo come un immenso canyon che nessuno vuole attraversare.

Questo è quello che vorrei tu facessi.

Vorrei che ci invitassi nella conversazione su di noi.

Vorrei che chiudessi quel piccolo spazio che ci divide rivolgendoti a noi come faresti con qualsiasi altra famiglia al parco giochi invece di fare diventare lo spazio sempre più grande trattandoci come persone che non si possono avvicinare.

Quando tuo figlio punta il dito e dice di guardare vorrei che gli rispondessi chiaramente: “sì, guarda quella bella bambina. Sembra che si stia divertendo veramente a giocare, proprio come te”.

Quando tuo figlio chiede “perché è così rossa?” “perché ha quell’aspetto?” Vorrei che gli rispondessi onestamente dicendo “Non sono sicura, ma l’aspetto non è importante, siamo tutti diversi l’uno dall’altro vero?”.

Vorrei che incoraggiassi il tuo bambino a dire ciao e a chiedere il nome di mia figlia.

Vorrei che ti scusassi senza vergognarti se il tuo bambino è stato offensivo nei nostri confronti.

“Mi dispiace, stiamo ancora imparando a chiedere le cose in modo rispettoso”. Sarebbe magnifico se aggiungessi: “la tua bambina è molto carina, quanti anni ha?”.

Ma soprattutto vorrei che parlassi più spesso di differenze. Vorrei che leggessi ai tuoi figli libri sulle differenze, vorrei che discorressi in modo positivo e sereno delle differenze, dalla sedia a rotelle alle voglie, dalla Sindrome di Down all’ittiosi, dalle differenze razziali all’indossare gli occhiali.

Infine spero che i nostri bambini imparino che se vogliono rivolgere delle domande sull’aspetto di qualcuno lo facciano dopo, in privato così da non ferire i sentimenti di nessuno, perché, dopotutto, il modo in cui ci trattiamo l’un l’altro è più importante dell’aspetto altrui.

Quindi la prossima volta, spero che tu non ti nasconda. Spero che ci inviti a scambiare due parole invece di un rapido divisorio che pone la nostra famiglia sull’altro lato con un segno”non guardare non parlare. Preferire essere un’opportunità positiva per il tuo bambino di imparare e rispettare le differenze altrui”.

Questa la potente lettera di questa mamma, Courtney Westlake, che cura un blog “Blessed by Brenna” e ha pubblicato anche un libro sulla figlia, intitolato “A different beautiful“.  Se volete potete anche seguirla su Facebook.

Unimamme a voi è mai capitato di trovarvi in una situazione imbarazzante per un commento di vostro figlio? Come avete reagito? Dite la vostra se vi va.

Firma: Maria Sole Bosaia

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