Bitcoin: la nuova arma digitale dei pedofili

Scenari sempre più inquietanti e nuove armi per la pedofilia: la moneta digitale Bitcoin dona infatti a questi criminali l’anonimato. Il risultato è lo sviluppo di un mercato in preoccupante crescita.

mano di un bambino

Tra i tanti sviluppi dell’era digitale, quello della nascita delle nuove monete è sicuramente uno dei fenomeni più esplosivi. Tra queste la Bitcoin è una delle protagoniste assolute.

Bitcoin nasce nel  2009 da un anonimo sconosciuto che si firma con lo pseudonimo di Satoshi NakamorLa. Il funzionamento di questo flusso di denaro in digitale consente il trasferimento di somme in anonimato, dato che i dati necessari per l’utilizzo di questo “portafoglio” virtuale possono essere salvati su di uno o più computer.

I denari bitcoin possono essere trasferiti attraverso la rete da e per chiunque sia in possesso di un “indirizzo bitcoin“.

Qual è la differenza tra la normale valuta e questa tipologia di denaro?

Fondamentalmente nessuno può controllare il valore dei bitcoin in quanto questo valore è decentralizzato.

Vi chiederete perché abbiamo scelto di parlarvi di questo tema. Ebbene, il motivo è davvero inquietante.

Attraverso questo sistema infatti si è sviluppato un mondo parallelo che vede una impressionante nuova evoluzione di abusi sui bambini proprio attraverso internet.

Questo metodo di pagamento è diventato infatti ideale per i malati, i pedofili, che sfruttano in maniera depravata la moneta digitale evitando così di poter essere tracciati e rintracciati.

A mettere in guardi da questo inquietante scenario è stato Rob Wainwright, il direttore dell’Europol, European Police Office – Ufficio di Polizia Europeo,  l’agenzia finalizzata alla lotta del crimine dell’Unione Europea, ed  operativa dal 1º luglio 1999.

I perversi amanti degli spettacoli on line, che spesso vedono protagonisti bambini innocenti utilizzano l’irreperibile Bitcoin per alimentare questo sempre più impressionante nuovo mercato della pedofilia.

Ma purtroppo non è tutto. Questo nauseante commercio on-line è fatto anche di torture, spettacoli raccapriccianti che hanno visto show depravati, di bambini violentati e torturati e bruciati.

Si, avete capito bene, bambini bruciati dal vivo in webcam.

Rob Wainwright, ha dichiarato:

Il livello di depravazione sembra essere decrescente di anno in anno e francamente, lo “spettacolo” che sembra essere in voga oggi   mostra di bambini che in diretta webcam, non solo vengono violentati, ma vengono anche bruciati con le sigarette

La polizia fatica a tenere il passo, molto difficile superare queste barriere immateriali per scovare i responsabili di tali crimini a causa delle caratteristiche intrinseche di questa nuova modalità, quali:

  • il facile accesso alla tecnologia
  • la diffusione dell’anonimato
  • l’utilizzo sempre più diffuso e semplice della crittografia, ovvero di quei metodi utili a rendere un messaggio “offuscato” in modo da non essere comprensibile/intelligibile a persone non autorizzate a leggerlo.

Tutto questo  può rendere i criminali impossibili da trovare e si sta assistendo quindi ad escalation di criminalità.

Le autorità, la polizia, la politica sono state coinvolte per arginare il fenomeno, tuttavia è necessaria maggiore attenzione sul tema ed il coinvolgimento di tutte le forze coinvolte per arginare il fenomeno.

Ricordiamo che la pedofilia e pedopornografia riguardano sempre più minori che, incoscientemente, si ritrovano a scambiare informazioni con degli sconosciuti attraverso i social network.  Vi abbiamo recentemente mostrato i dati allarmanti diffusi da Meter ed il numero enorme di oltre 100 mila siti segnalati.

Care universomamme, il consiglio quindi si rinnova. Cerchiamo di tenere gli occhi sempre ben aperti e controlliamo quello che fanno i nostri figli quando davanti al PC e anche attraverso i loro smartphone. 

Non smetteremo mai di ricordare che essere vigili e segnalare tempestivamente situazioni, siti, messaggi può davvero proteggere i nostri bambini  e non solo dalle trappole del web.

 

 

 

 

 

 

 

Firma: Manuela Leone

Notizie Correlate

Commenta