Campagna shock: anche loro sono “incinti”

La campagna americana sui ragazzi in gravidanza tra polemiche e sensibilizzazione.

mpagna ragazzi in gravidanza

Crescere un bambino richiede impegno e molti sacrifici, come ben sanno tutte le mamme, ma quando si è in due a dover ancora diventare grandi, ovvero nel caso delle gravidanze di ragazze ancora adolescenti, le difficoltà raddoppiano, anzi triplicano.

Il problema delle “teen mom” è molto sentito in America, proprio da qui infatti proviene una campagna pubblicitaria che ha destato molto scalpore, quella che ritrae dei ragazzini in jean, a petto nudo e con un ventre prominente: sono chiaramente “incinti”.

Inaspettata? Lo sono la maggior parte delle gravidanze in età adolescenziale” reca la scritta in sovrimpressione all’immagine.

I manifesti circolano nelle zone di Chicago dove è più alto il numero di ragazze adolescenti rimaste incinte, il progetto infatti, spiega Brian Richardson, portavoce del Dipartimento di Salute di Chicago, mira proprio a colpire le persone.

Vogliamo che le persone concentrino la loro attenzione sulle gravidanze in età adolescenziale, sui figli delle ragazza madri e su come tutto ciò influenzi la comunità“.

La problematica che ruota intorno alle “teen mom” è complessa, perché spesso le figlie di ragazze madri diventano a loro volta mamme in giovanissima età e i loro figli hanno maggiori probabilità di commettere crimini e finire in prigione, in una catena di dolori e tragedie che appare infinita.

Le immagini shock sono parte di un disegno più ampio per sensibilizzare la popolazione e rendere i ragazzi e le ragazze più consapevoli attraverso la distribuzione di

  • contraccettivi gratis
  • brochure informative sull’argomento.

Ragazzo incinto

Il tipo di pubblicità adottata a Chicago ha un precedente: nel 2009 a Milwaukee vennero usati manifesti simili con uno spot leggermente diverso “non dovrebbe essere meno fastidioso quando accade a una ragazza“.

A quanto pare si registrò un calo del 10% dei parti da parte di ragazze madri.

Mentre la campagna pubblicitaria continua a far discutere qualcuno lamenta una possibile offesa nei confronti della comunità transgender.

Se lo scopo è quello di colpire sicuramente il risultato è stato raggiunto e se per caso indurrà qualcuno a riflettere seriamente sull’argomento allora forse l’utilizzo di immagini forti e spiazzanti non sarà stato inutile.

E voi che ne pensate? Colpisce? Sortirà i suoi effetti? Noi speriamo di si!

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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