“Certificato antipedofilia” obbligatorio nelle scuole d’Italia

Dal 6 aprile entrerà in vigore la “direttiva europea” che obbliga le scuole italiane a richiedere questo certificato penale, vediamo cosa comporterà.

Vi abbiamo recentemente aggiornato sulle statistiche da brivido che riguardano il quadro delle condanne e le statistiche sulla pedofilia in Italia.

Eccovi  un aggiornamento dettato dall’assorbimento da parte dell’Italia di una Direttiva Europea che impatterà sicuramente nel contesto scolastico.

Domenica 6 aprile entra in vigore in Italia la direttiva del Parlamento europeo relativa all’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (20011/93/UE).

La nuova legge rende obbligatorio per i datori di lavoro la richiesta del certificato penale del casellario giudiziario a tutti coloro i quali si trovano per motivi di lavoro a contatto con i bambini e i ragazzini.

Per le scuole italiane questo significa che:

  •  tutti i  docenti
  • e tutti i collaboratori scolastici

dovranno necessariamente produrre questo documento  ribattezzato già come “certificato antipedofilia“.

Tale certificato non dovrà indicare condanne in essere per reati quali:

  • prostituzione minorile
  • pornografia minorile,
  • adescamento di minori,
  • turismo sessuale,
  • pornografia virtuale.

La pena per l’inadempienza saranno salatissime multe.  Infatti,  i  dirigenti scolastici che non richiedono il certificato penale potranno incorrere in sanzioni che vanno dai 10 mila ai 15 mila euro.

Un  aggravio enorme di lavoro, che potrebbe essere anche un aggravio enorme di costi.

Gli istituti scolastici dovranno provvedere alla regolarizzazione tramite risorse umane, strumentali e finanziarie interne e senza ulteriori oneri a carico.

La norma, aveva provocato qualche giorno fa anche dure polemiche, soprattutto da parte del mondo dello sport e del volontariato, tanto che il presidente del Coni, Giovanni Malagò, aveva dichiarato:

Sono profondamente rispettoso delle leggi e delle norme, in particolare quelle contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei minori, tuttavia non posso non rilevare che il decreto legislativo che andrà in vigore da domenica rischia di bloccare l’attività di centomila associazioni sportive

Da qui una importante precisazione del Ministero della Giustizia che ha dichiarato che l’obbligo non gravasu enti e associazioni di volontariato pur quando intendano avvalersi dell’opera di volontari”.

Voi unimamme cosa ne pensate? Credete che questa normativa aiuti a mettere luce sul fenomeno della pedofilia e pedopornografia? Credete possa in parte proteggere i nostri bambini?

Firma: Manuela Leone

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