Che fare quando i bimbi piangono di notte?

Uno studio statunitense rivela che è importante lasciarli sfogare, e come incide su questo il tipo di comportamento intrapreso della madre.

bambino piange

Abbiamo parlato del pianto notturno, e di recente vi abbiamo fatto conoscere una teoria sul perché i bambini piangono di notte. Ma come comportarsi quando il nostro piccolo si sveglia e comincia a piangere nel cuore della notte? Oggi approfondiamo questo tema grazie ad uno studio della Temple University di Philadelphia, e pubblicato da  American Psichological  Association, e che ci spiega cosa è bene fare quando i bambini piangono spesso durante la notte. Ecco quale è il miglior consiglio secondo Marsha Weinraub, co-autore della ricerca:

Il miglior consiglio è quello di mettere i bambini a letto alla stessa ora ogni notte , permettere loro di addormentarsi da soli e resistere alla tentazione di rispondere subito ai risvegli

Soprattutto quest’ultima parte, il resistere alla tentazione di intervenire mentre il piccolo piange, è tanto difficile ma altrettanto necessario e questo perché è proprio in questo modo i piccoli imparano ad auto-consolarsi, ed a riaddormentarsi da soli. Questi suggerimenti si basano su una indagine fatta attraverso dei quesiti posti ai genitori di  oltre 1.200 bimbi, che hanno sondato le abitudini di sonno e veglia dei loro figli dai 6 ai 36 mesi. Ecco le statistiche più rilevanti. A sei mesi di vita i bambini si svegliano di notte:

  • il 66% una volta a settimana
  • il 33% sette notti su sette

A soli sei mesi quindi la grande maggioranza  dei bambini dormono tutta la notte, risvegliando le loro madri solo una volta a settimana . Tuttavia, non accade così per tutti, ma per ben il 33% di loro il risveglio notturno è addirittura la quotidianità. I ricercatori hanno notato che queste caratteristiche accomunavano questo 33% di piccoli “nottambuli”:

  • hanno un temperamento più acceso
  • prevalgono in loro tratti come l’irritabilità e la distraibilità 
  • tendevano ad essere allattati al seno
  • era più probabile che le madri di questi bambini fossero depresse o maggiormente sensibili.

Quando un bambino si sveglia durante la notte e la madre interviene, oppure quando si addormenta durante l’allattamento, lui non può imparare a calmarsi e tranquillizzarsi da solo, ed imparare a tranquillizzarsi è un elemento fondamentale per regolare il sonno e riuscire a riaddormentarsi. Lasciare i bimbi gridare e piangere fino a quando non si calmano, non gli farà del male. Questo pianto infatti non danneggia nè l’emotività del bambino, nè il suo rapporto con il genitore, gli servirà invece ad imparare ad auto consolarsi. Lo studio comunque raccomanda che se problemi sistematici di sonno dovessero persistere fino ai 18 mesi, è bene richiedere un consiglio specialistico. Voi universomamme cosa ne pensate? Credete che lasciar piangere un bambino fino a che non si riaddormenta sia la cosa giusta da fare?

Firma: Manuela Leone

Notizie Correlate

Commenta