Cina e bambini abbandonati: fortunatamente aumentano i “nidi delle cicogne”

Più di diecimila bambini abbandonati ogni anno e 60 milioni di “figli invisibili”. Anche questa è la Cina.

È difficile da credere ma in Cina, ogni anno, vengano abbandonati più di 10mila neonati. Qui regna la politica “del figlio unico”, introdotta da Deng Xiao Ping nel 1979 per controllare le nascite e contrastare l’incremento demografico del paese.

In un primo momento con questa legge si vietava alle donne di avere più di un figlio in previsione del fatto che presto si sarebbe verificato il dimezzamento della popolazione, negli anni ’90 però il divieto è stato modificato in una sanzione pecuniaria. Come conseguenza di questa dura legge sono aumentati sproporzionalmente gli abbandoni, molti dei quali riguardano bambine e poi anche disabili o bambini malati.

Nella città di Guangzhou, ad esempio in solo 15 giorni, sono stati abbandonati per strada 79 neonati.

Per anni , la Cina si è rifiutata di aprire centri per accogliere questi bambini “non voluti”, ma nel luglio 2011 è stata aperta la prima “isola di sicurezza del bambino ” a Shijiazhuang , 300 km a sud ovest di Pechino, dove i genitori che non vogliono, e non possono, tenere il bambino possono rivolgersi per lasciarlo e salvargli, in questo modo, la vita.

I genitori si recano al nido dove c’è una culla incubatrice, depongono al suo interno il neonato e suonano un campanello che dopo qualche tempo  avverte al personale che c’è un nuovo arrivo. Un pò come le nostre “Ruote degli esposti”, tornate in auge dopo i numerosi abbandoni avvenuti anche da noi e conosciute come “baby box“.

Oggi si è arrivati a 25 nuovi centri aperti dalle autorità a Pechino per accogliere i bimbi abbandonati, definitinidi delle cicogne

Recentemente anche se il governo ha deciso di derogare la legge sul figlio unico consentendo, alle coppie in cui uno dei due componenti è figlio unico, di avere un secondo figlio le abitudini restano le stesse perché, purtroppo, non si hanno le disponibilità economiche per poter crescere ed educare un altro figlio. Nelle campagne, inoltre , per eludere questa restrittiva legge molti bambini non vengono proprio registrati all’anagrafe tanto che si stima che questi figli “invisibili” siano più di 60milioni.

Credo che oggi, nell’epoca dell’avanguardia, sia davvero anacronistico parlare di qualcosa che ci fa tornare indietro nel tempo di secoli e secoli.

Come si fa a dettare una legge del genere? Sarà forse anche per questo motivo che tanti cinesi lasciano la loro terra? Il volersi creare una famiglia senza avere né obblighi né doveri verso il Governo?

Può, oggi, un bimbo essere considerato uno sbaglio?

E pensare che in Italia si vive la situazione contraria alla loro per quanto riguarda la crescita demografica.

Che ne pensate?

Firma: Francesca Nicoletti

Notizie Correlate

Commenta