9 trucchi per reagire ai comportamenti irritanti dei vostri bambini

Una psicoterapeuta fornisce utili consigli su come riuscire a fronteggiare i comportamenti dei bambini, argomento sempre molto delicato.

Ci sono delle volte, lo ammetto, in cui faccio fatica a fronteggiare i momenti di capriccio delle mie bambine. Magari propongo loro diverse attività e mi dicono di no, oppure in quel momento purtroppo devo lavorare e non sono in grado di prestare la giusta attenzione. Per questo mi sento impotente e frustrata e finisce che magari urlo anch’io quando non dovrei.

Come imparare quindi a gestire i comportamenti dei nostri figli quando non sanno cosa fare? Ce lo spiega una psicoterapeuta esperta di genitorialità.

Quando il bambino ci fa impazzire: 9 consigli per i genitori

Jill Ceder, mamma e psicoterapeuta spiega sullHuffintonpost che vietare non serve a nulla: più diciamo ai nostri figli che non si deve fare una cosa e più la faranno, perché ci stanno sfidando. Per questo dobbiamo imparare a trasformare il momento del capriccio in un momento di gioco.

Ecco quindi 9 consigli di quest’esperta:

1 – Urla: se il bambino urla, magari in mezzo alla gente o al supermercato, insegnategli a urlare senza suono: ditegli di aprire al massimo la bocca, come se appunto si dovesse urlare ma senza emettere alcun suono, appunto. Le urla senza suono sono divertenti, quindi si trasforma  il momento critico in qualcosa di giocoso.

2 – Colpire: se tuo figlio ti colpisce come fanno molti bambini, puoi suggerire di farti il solletico al collo e mentre lo fanno, lasciarti andare ad una sonora risata. I bambini lo troveranno divertente: è un re-indirizzamento dallo scontro e  un modo per connettersi invece che reprimere.

3 – Non ascoltare: se il bambino non ascolta qualcosa che gli state chiedendo, non urlate per ottenerlo o non afferrate l’oggetto che sta occupando la sua attenzione. Invece ditegli qualcosa di buffo come “le tue orecchie sono intasate? Ci sono i batuffoli di cotone nelle orecchie?” e andate a controllarle per scherzo.

4 – Liti tra fratelli:  è inevitabile che i fratelli litighino tra loro, ma questo non significa che bisogna intervenire ogni volta. I bambini meritano la possibilità di fermarsi e ritornare indietro. Spiegate ai figli di agire come se stessero riavvolgendo un film. Lasciate che i vostri bambini provino a prendere decisioni diverse. E’ importante insegnare ai bambini che le persone commettono errori, che si può chiedere scusa e prendere una nuova decisione. Forse la prossima volta penseranno al loro comportamento in anticipo e si tratterranno dal farlo.

5- Lanciare: i bambini piccoli amano buttare gli oggetti. Sono entusiasti di guardare i giochi che  vanno su e poi giù o volano attraverso la stanza. I guai cominciano quando l’oggetto lanciato è il cibo, che finisce per macchiare il pavimento, o qualcosa di pesante o tagliente, che può essere pericoloso. Prendetevi del tempo per fare dei lanci insieme, mettete dei cuscini sul pavimento o gettate il cibo finto in ceste.

6 – Scenate: se il bambino chiede qualcosa e gli viene negato, è probabile seguiranno lacrime, piagnucolii e scenate. Prima di questo tornado di emozioni, utilizzate rime o frasi senza senso  per catturare l’attenzione del bambino e coinvolgerli in qualcosa di divertente. Reindirizzate il bambino lontano da quello che lo faceva arrabbiare.

7 – Impazienza: ogni volta che il bambino sembra essere impaziente, provate a cantargli una canzoncina. Se siete in attesa in fila in un negozio e inizia a piagnucolare, cantategli una canzone. Il canto è lenitivo e mette in uno stato d’animo migliore. 

8 –  La lotta mattutina:  la mattina è una battaglia per la maggior parte dei genitori. La chiave per ottenere che il vostro bambino esca dalla porta è quella di renderlo divertente. Fate  una gara tra fratelli o sfidare il vostro bambino ad allacciarsi le scarpe prima di finire di cantare l’alfabeto.

9. La temuta “Perché, perché, perché?”: qui c’è poco da fare, bisogna continuare a rispondere.  Capovolgere il discorso chiedendo al bambino che cosa ne pensano di un argomento su cui chiedono “perché?”dando loro la fiducia necessaria per trovare una risposta.  Indipendentemente dal fatto che la loro risposta è giusta o sbagliata, inizierà una conversazione tra voi.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: Valentina Colmi

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