Educare i ragazzi ad una corretta alimentazione

L’adolescenza porta il corpo in primo piano, con disagi legati al percepirsi magri o grassi. E’ importante educare i giovani ad un buon rapporto col cibo.

L’adolescenza chiede ai ragazzi di fare i conti con i propri desideri, i propri bisogni, e di scontrarsi con tutto quello che sembra provenire da fuori e che diventa “ostacolo” per l’affermazione della loro identità. 

Diventa centrale la dimensione corporea: la scoperta della sessualità, l’immagine che si ha di sé e quella che si vuole dare nel contesto in cui ci si muove, sono questioni fondamentali con cui il ragazzo/a si trova a confrontarsi.

E’ proprio durante l’adolescenza che possono iniziare a manifestarsi problemi legati all’alimentazione, e ad una cattiva gestione del proprio rapporto con il cibo.

Cominciando dalle basi, per una buona e corretta alimentazione durante il periodo adolescenziale è consigliato :

  • un regime alimentare che garantisca un completo e corretto apporto alimentare, sia per quello che riguarda la quantità che per quello che riguarda la qualità;
  • che la dieta sia variata, e anche calibrata in relazione al sesso, all’età specifica e anche alle attività che il ragazzo/a svolge;
  • che i pasti siano divisi in tre principali e due spuntini, per evitare errate abitudini che possano influenzare negativamente il metabolismo.

Può accadere, tuttavia, che i problemi connessi con l’alimentazione, durante la fase adolescenziale, siano un sintomo di un disturbo più profondo, legato a qualcosa che avviene più all’interno e che, non trovando un’altra manifestazione, si scarica nel rapporto con il cibo.

A contribuire alla sensazione di disagio, si unisce  l’immagine  dei corpi che impera dalla pubblicità alla moda, un’immagine di magrezza eccessiva, di presunta perfezione e vincente proprio perché perfetta. Tutto questo mette molto sotto pressione un ragazzo o una ragazza, che iniziano a prendere confidenza col proprio corpo, tanto da arrivare a percepirlo come un disagio, perché lo sentono inadatto e fonte di imbarazzo.

Questo processo accade più o meno a tutti gli adolescenti, ma le statistiche parlano di una percentuale del 21% che presenta un disagio più forte e da considerare anomalo. Altri studi, inoltre, raccontano come siano le ragazze quelle che accusano maggiormente disturbi alimentari.

E’ opportuno perciò riflettere su quale messaggio mandare ai giovani rispetto al rapporto con il proprio corpo, ed educarli ad un rapporto col cibo, che passi innanzitutto dal piacere di prendersi cura di sè.

Quindi genitori, non smettete di educare, cercate piuttosto un metodo adatto all’età dei vostri figli, tramite il dialogo e lo scambio di idee.

Firma: Gioia Salvatori

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