Il prezzo di un sogno: i costi e i viaggi della fecondazione assistita

Politiche a sostegno della famiglia dovrebbero aiutare il nostro Paese ad arginare i costi e i viaggi fatti nella speranza di avere un figlio.

Neonato esce fuori da provetta di vetro

Le analisi dei costi supportati dai genitori che, in Italia, si rivolgono alla procreazione medicalmente assistita e i numeri sul turismo procreativo: due dati di una medesima e difficile realtà.

In Italia il costo medio della fecondazione assistita è di 12.300 euro. Si parte dai 6.900 euro dell’Emilia Romagna fino ad arrivare a 15.600 in Lombardia.
Queste le cifre esposte dall’AMI, ossia l’Associazione Matrimonialisti Italiani, che riferisce i dati raccolti dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori e disavanzi familiari.
I dati raccolti sulla Pma, ossia Procreazione medicalmente assistita, sono il frutto dell’elaborazione di 96 risposte a questionari, su un totale di 351 centri dell’elenco del Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita.

Quanto sono aiutati questi genitori?
Il rimborso medio nazionale corrisposto dalle ASL,per una procedura di fecondazione in vitro, e’ pari a 1.934 euro. “
Appoggiamo il commento dell’avvocato Claudio Sansò: una bazzecola.

La discrepanza tra le strutture sanitarie, tra Nord e Sud della nostra Penisola, costringe molte famiglie del meridione ai cosiddetti “viaggi della speranza”.
La singolarità della normativa italiana fa sì che questi viaggi ,dettati dal desiderio di avere un figlio, si siano ormai spinti oltreconfine. Perché se è vero che ormai il 2,2 percento dei nuovi nati sono stati fecondati “in  vitro”, viene tristemente da chiederci quanti sarebbero di più quei bambini, se il nostro Paese avesse una legislazione più flessibile. La domanda diventa ancora più  chiara dopo aver letto i dati riportati da un articolo di Panorama:

“In Italia, poi, è ammessa solo la fecondazione omologa (per la legge 40 del 2004), ma non quella eterologa, ovvero tramite un donatore esterno alla coppia. Per aggirare questo ostacolo molti si rivolgono a strutture all’estero, soprattutto nella vicina Svizzera, ma anche in Finlandia, Spagna e Repubblica Ceca. Nel 2011 si calcola che siano state 4.000 le coppie italiane che sono “emigratein cerca di un bimbo. Viaggi della speranza che, come ha spiegato il quarto rapporto dell’Osservatorio sul Turismo Procreativo, sono motivati soprattutto dalle maggiori opportunità offerte alle coppie all’estero rispetto a quelle consentite in Italia, dalla diagnosi genetica pre-impianto per i portatori di gravi malattie genetiche, al fatto di poter congelare prodotti con un ciclo di stimolazione ovarica da poter usare successivamente.”

A questi elementi di difficoltà, si aggiungono le innumerevoli complicazioni di una crisi economica, che ha portato anche al crollo del tasso di crescita demografico in tutta l’Unione Europea.
Ci auguriamo che tutto questo porti ad una riflessione europea, e nazionale, sulle differenze, esistenti all’interno della Comunità europea, in fatto di Procreazione medicalmente assistita. Affinché non debba mai più essere una condanna nascere in un Paese che non aiuta ad avere bambini…

Firma: Claudia Lauricella

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