Depressione in gravidanza: buone notizie sull’uso dei farmaci

Depressione in gravidanza: nuove e positive scoperte sull’uso dei farmaci antidepressivi.

depressione in gravidanza

La depressione in gravidanza è un problema molto serio. Diventa molto complesso curare questa patologia quando per via della gestazione l’assunzione dei farmaci deve essere interrotta o ridotta per non recare danni al feto.

Può capitare, poi, che donne affette da depressione e in cura con gli psicofarmaci, scoprano di essere incinte mentre stanno ancora assumendo queste medicine. Un problema per gli eventuali rischi ai quali può essere stato sottoposto il feto prima dell’interruzione della cura.

Tuttavia, ora un nuovo studio su donne che soffrono di depressione in gravidanza e che hanno assunto psicofarmaci prima di sapere di essere incinte ci lascia ben sperare.

Depressione in gravidanza: l’effetto dei farmaci antidepressivi nel primo trimestre

Stando a quanto scoperto i ricercatori, infatti, l’uso di antidepressivi nei primi mesi di gestazione non aumenta nel bambino il rischio di autismo o di Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHA – attention deficit hyperactivity disorder). Un’ottima notizia per tante mamme.

I ricercatori, dopo aver esaminato diversi fattori di rischio, non hanno riscontrato alcun aumento di rischio di autismo, ADHD o di ridotta crescita fetale tra i bambini esposti agli antidepressivi durante i primi tre mesi di gravidanza. Invece, il rischio di nascita prematura era di 1,3 volte superiore per i bambini esposti agli antidepressivi rispetto a quelli non esposti.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the American Medical Association e il suo autore principale è Brian D’Onofrio, professore del dipartimento di scienze psicologiche e cerebrali dell’Università dell’Indiana di Bloomington.

Il professor D’Onofrio ha confermato che gli studi effettuati hanno scoperto che gli effetti degli antidepressivi nei primi tre mesi di gravidanza non sono così gravi nel bambino come si riteneva in precedenza. Tenendo conto anche di altri fattori di rischio, i ricercatori hanno scoperto che l’esposizione agli antidepressivi nel primo trimestre di gestazione aumenta leggermente il rischio di nascita prematura del bambino, prima della 37^ settimana. Invece, l’uso di antidepressivi non è stato associato ad un maggiore rischio di scarsa crescita fetale, disturbo dello spettro autistico o sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)

La differenza rispetto sta nel fatto che gli studi precedenti non avevano tenuto conto sufficientemente di altri fattori di rischio. Quindi avevano sovrastimato gli effetti negativi degli antidepressivi.

Il nuovo studio che ha smentito questi rischi si basa s un’indagine più accurata. Quindi dovrebbe essere maggiormente affidabile. I ricercatori hanno esaminato un vasto campione di donne e hanno tenuto conto di tutte le variabili legate all’assunzione degli psicofarmaci. Soprattutto, l’indagine ha utilizzato diversi metodi che tengono conto anche di altri fattori di rischio e altre spiegazioni dei problemi che colpiscono i bambini. Un’analisi dunque maggiormente rigorosa, che ha tenuto conto anche di maggiori fattori legate alle madri ma anche ai padri.

I ricercatori hanno poi scoperto che i rischi di autismo, sindrome ADHD e scarsa crescita fetale erano gli stessi nelle donne che avevano assunto psicofarmaci prima ma non durante la gravidanza e nelle donne che li avevano assunti nel primo trimestre di gestazione. Questo significa che i maggiori rischi sono legati ad altri fattori connessi con l’uso degli antidepressivi, piuttosto che ad uno specifico uso di questi farmaci nel primo trimestre di gravidanza.

Anche l’uso di antidepressivi da parte dei padri nei primi tre mesi di gravidanza della donna era associato ad un maggior rischio di autismo e sindrome ADHD. Una ulteriore prova che questi problemi sono maggiormente legati a fattori familiari, piuttosto che all’esposizione ai farmaci durante la gravidanza.

Depressione in gravidanza: importante curarsi

In ogni caso, i medici raccomandano di non interrompere le cure della depressione durante la gestazione, ma di consultarsi con il medico e valutare semmai altre cure, come la psicoterapia, rispetto agli psicofarmaci. Anche una depressione non curata, infatti, danneggia il nascituro. È importante, quindi, consultarsi sempre con il medico curante e per una donna affetta da depressione valutare se e quando rimanere incinta.

Voi unimamme che ne pensate? Avete avuto problemi di depressione prima o durante la gravidanza?

Vi ricordiamo il nostro articolo sul cervello delle mamme con la depressione post-parto “fotografato.

VIDEO: Depressione in gravidanza e nel post partum

Firma: valeria bellagamba

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