Dieci miti da sfatare sullo psicologo, primo fra tutti: “non significa essere pazzi”

False convinzioni circa la decisione di andare in terapia, che non vuol dire essere deboli o essere “pazzi”.

Scegliere di andare in terapia perché si riconosce di avere un problema che non si può risolvere da soli, è una decisione che non va presa con leggerezza, ma va sempre rispettata e mai sminuita.

Spesso però, sugli psicologi circolano miti e luoghi comuni che scoraggiano qualcuno a chiedere un aiuto specialististico.

“Basta avere un terapista, viene pagato per ascoltare i tuoi problemi“, oppure l’insinuazione che solo i “pazzi” ne abbiano bisogno, sono frutto di considerazioni superficiali, profondamente contestate da Noah Rubinstein, CEO e terapeuta direttore di GoodTheraphy.org

Secondo una ricerca, nel 2004 il 27% della popolazione statunitense riceveva trattamenti per la salute mentale, ovvero all’incirca 80 milioni di persone.

Le persone si recano dallo psicologo per superare dipendenze, disordini, stress, senso di colpa e imparare a vivere una vita piena e soddisfacente” dichiara convinto Ryan Howes di Psychcentral.com.

Ecco quindi alcuni luoghi comuni da sfatare sulla terapia:

1) é come avere un amico a pagamento: il terapeuta non è un amico pagato per ascoltarti, ma qualcuno a cui ci si rivolge per la sua assistenza, dedizione, il suo tempo. Inoltre è vietato frequentare il paziente fuori dall’ufficio.

2) significa essere “pazzi“: cercare aiuto per un problema non vuol dire essere deboli, la verità è che, nella vita, tutti soffriamo, spesso le persone che vanno in terapia sono molto comuni.

3) è infinita: i terapeuti sono addestrati per pensare a un piano obiettivo del trattamento, alcuni casi, ad esempio, si risolvono in pochi mesi.

4) costerà una fortuna: effettivamente si tratta di una spesa non indifferente, bisogna considerare però anche i costi in termini di resa sul lavoro e di legami affettivi che verranno compromessi se non vi si trova una soluzione ai propri problemi.

5) vi farà sentire colpevoli: niente di più falso, una buona terapia è basata sulla compassione e aiuterà l’assistito a guarire secondo i suoi ritmi.

6) l’onnipotenza dei farmaci: non tutti i problemi possono essere risolti con un medicinale. Lo stress emotivo riguardante per esempio, lutti, divorzi, perdite del lavoro non può essere essere risolto con una pillola.

7) è passiva: i terapeuti sono addestrati a perfezionare le loro tecniche di ascolto e aiutare il paziente nella lotta ai suoi problemi, non si limitano a far sì con la testa come nei film.

8) è solo pensieri felici: per diventare felice una persona deve affrontare le parti che non lo sono, si devo confrontare con il suo doloroso passato per costruire un futuro sereno.

9) non puoi cambiare il passato: una buona terapia consente alle persone di tornare nei luoghi dolorosi dove sono state ferite ed elaborare quei sentimenti.

10) peggiorerà i vostri problemi: forse dovrete confrontarvi con brutti ricordi, ma professionisti capaci sapranno guidarvi in modo che sia un processo sicuro.

Convinti adesso che cercare aiuto psicologico quando si ha un problema sia la scelta giusta?

Firma: Maria Sole Bosaia

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