Italiani “ultimi della classe”: il Rapporto di Osservasalute 2015

I dati di Osservasalute tracciano un quadro piuttosto sconfortante del panorama italiano. Diminuisce l’aspettativa di vita e si spende troppo poco per la prevenzione.

salute italianiI dati ricavati dall’ultimo rapporto di Osservasalute 2015 non sono affatto incoraggianti perché presentano il quadro di un‘Italia che invecchia, con una vera esplosione di ultracentenari mentre 1 connazionale su 5 ha più di 65 anni.

Salute degli italiani: una popolazione di anziani

Si tratta di un’analisi molto approfondita compiuta da 180 ricercatori che hanno prodotto 590 pagine considerando:

  • lo stato della salute degli italiani
  • la qualità dell’assistenza nelle varie regioni

Nel 2014 l’aspettativa di vita era così distribuita:

  • 80,3 per gli uomini
  • 85 per le donne

Nel 2015 invece:

  • 80,1 anni per gli uomini
  • 84,7 per le donne

Non si tratta di un calo drammatico, ma che sicuramente ci dice qualcosa sulla situazione della nostra salute e sanità.

L’Italia destina alla prevenzione il 4,1% della spesa sanitaria totale, questa esigua percentuale ci piazza agli ultimi posti in Europa.

Così non vengono effettuate campagne di screening e prevenzione che invece potrebbero risultare salvifiche.

“Piangono” anche i Lea, i livelli essenziali di assistenza, ovvero prestazioni che dovrebbero essere garantite ai cittadini ma che non sono rispettati nelle regioni che hanno maggiori problemi di bilancio.

Walter Ricciardi, Presidente dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni e presidente dell’Istituto Superiore di Sanità aggiunge che se è vero che l’Italia ha uno dei sistemi sanitari migliori del mondo, questo è disponibile solo per una parte della popolazione.

Anche Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, sottolinea che abbiamo perso molti dei “vantaggi” guadagnati nel corso degli anni passati.

Sono aumentati i casi di tumori prevenibili:

  • mammella e polmone per le donne
  • colon e retto per gli uomini

Aumenta poi anche il divario tra Nord e Sud, dove le regioni hanno finanziamenti sanitari pro capite più bassi per la spesa sanitaria.

Per quanto riguarda la spesa pro capite:

  • nel 2014 l’Italia ha speso 1817 Euro a testa (un valore che ci pone tra i Paesi che spendono meno)
  • il Canada ha speso il 100% in più
  • la Germania il 68%
  • la Finlandia il 35%

Considerando le regioni italiane:

  • la spesa pro capite più alta è quella del Molise (2226 Euro)
  • la spesa più bassa è in Campania (1689)
  • il disavanzo sanitario nazionale diminuisce da 1744 milioni di Euro del 2013 agli 864 milioni del 2014

Bisogna sottolineare che ultimamente una bella parte di italiani è costretta a pagarsi autonomamente visite ed esami.

Vaccini: l’antinfluenzale degli over 65 dal 2003 al 2015 è scesa dal 63,4% al 49%. Un dato che impone qualche preoccupazione dal momento che la soglia del 49% è molto sotto le stime del 75%, ritenuto il minimo dal piano nazionale prevenzione vaccinale in accordo con l’OMS

Vaccinazioni dei bambini: nel 2013 si è festeggiato il raggiungimento del 95% delle vaccinazioni obbligatorie entro i 2 anni di età. Successivamente si è registrato un lieve calo: 94%.

Più in dettaglio:

  • pertosse e anti Hib: -1,1%
  • Haemoplus Influenzae di tipo B: -0,6%
  • copertura di morbillo, parotite, rosolia: -4%
  • meningococco c coniugato: -2,5%
  • varicella: +10,3%
  • pneumococco coniugato:+0,6%

La copertura morbillo, parotite e rosolia non ha ancora raggiunto il 95%, considerato ottimale.

Per quanto riguarda il fumo: nel 2014 i fumatori erano poco più di 10 milioni:

  • meno di 6 milioni e 200 mila uomini
  • poco più di 4 milioni di donne

La tendenza a fumare è in discesa.

  • nel 2013 fumava il 20,9% delle persone,
  • nel 2014  il 19,5%. 

Nel 2014 infine la media di sigarette fumate è stata di 12,1. A fumare con più costanza sono le persone sopra i 50 anni.

Sull’alcol si ha una leggera crescita.

  • nel 2013 era il 34,9% delle persone sopra gli 11 anni
  • nel 2014 il 35,6%

I consumatori a rischio:

  • 22,7% uomini
  • 8,2% donne

Aumentano però gli italiani che praticano sport.

  • nel 2001 il 19,1%
  • nel 2014 il 23%

Aumentano inoltre le persone che organizzano attività sportive. Sono il 28,2% della popolazione, ecco cosa fanno:

  • passeggiate
  • bicicletta
  • nuoto

Brutte notizie invece per quanto riguarda l’alimentazione. Crescono infatti i sovrappeso e gli obesi. Tra il 2001 e il 2014:

  •  gli italiani in sovrappeso sono passati da dal 33,9% al 36,2%
  • gli italiani obesi dall’8,5% al 10,2%

nel 2014 il 46,4% non era in forma. Inoltre al Nord risiedono i più magri e a Sud i più grassi. Bambini e ragazzi tra sovrappeso e obesità sono il 30,7% nel 2014.

Purtroppo le 5 porzioni di frutta e verdura al giorno suonano quasi come un sogno.

Sulla salute psichica aumenta il consumo di antidepressivi, forse perché vengono utilizzati nuovi farmaci per disturbi non strettamente depressivi. I consumi sono: 39,30 DDD (dosi definite giornaliere) su 1000 abitanti ogni giorno nel 2014.

  • in Toscana i consumi più alti: 59,50
  • in Basilicata: 30,30

Sempre legati a questo ambito i suicidi:

  • nel biennio 2008 – 2009: 7,23 casi su centomila
  • nel biennio 20011-2012: 7,99

Il 78,4% dei casi il suicida è un uomo.

Unimamme e voi cosa ne pensate di questi dati?

Si tratta di problemi che riguardano anche le vostre famiglie?

Noi vi lasciamo con un interessante studio sull’obesità infantile.

Firma: Maria Sole Bosaia

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