Donne più sensibili ed emotive in gravidanza. Una ricerca ci spiega perché

Uno studio ha scoperto perché, in gravidanza, le donne diventano più emotive. Si tratterebbe di sviluppare il futuro legame col piccolo.

mamma e neonato

Sappiamo che durante la gravidanza una donna subisce notevoli cambiamenti, qualche tempo fa vi avevamo parlato, per esempio, del cervello delle mamme che si modifica, oggi invece affrontiamo il tema del baby brain, ovvero dell’ondata di emotività che vi colpisce mentre state attendendo il vostro piccolo.

Uno studio condotto dalla dottoressa Victoria Bourne della Royal Holloway University di Londra ha scoperto che questo fenomeno ha un suo scopo, ovvero quello di favorire il nascente legame con il figlio.

Nella loro indagine i ricercatori hanno preso in considerazione:

  • 19 donne incinte
  • 20 donne diventate mamme i cui figli avessero circa 9 settimane.

Ecco come si è svolta l’indagine:

  • le donne hanno osservato volti di adulti e bambini con espressioni positive o negative
  • è stato utilizzato un test di facce chimerico in cui ogni immagine è formata per metà da un’espressione neutra e per metà da una più emotiva
  • la risultante immagine ha permesso agli scienziati di stabilire quale parte del cervello venga usata per processare le emozioni negative o positive.

I successivi risultati hanno dimostrato che le donne, durante la gravidanza, diventano più sensibili:

  • le future mamme usavano di più l’emisfero destro del cervello, tradizionalmente associato ai sentimenti e alle emozioni, rispetto alle mamme con bambini
  • le future mamme adoperavano di più la parte destra del cervello quando osservavano immagini positive.

Questa scoperta suggerisce quindi che gli ormoni contribuiscano ad affinare le intuizioni delle mamme nel momento in cui si troveranno a dover gestire il bambino.

Durante la gravidanza avvengono dei cambiamenti riguardanti le eleborazione delle emozioni facciali da parte del cervello femminile, predisponendo, a livello neurologico, a legare col figlio” ha dichiarato la dottoressa Bourne.

Questa ricerca potrebbe aiutare a sviluppare ancora di più il lato intuitivo materno nei confronti dei bisogni del piccolo, oppure potrebbe venire in soccorso delle neomamme con la depressione post partum e che interpretano le espressioni del bambino in modo più negativo di quanto non siano realmente.

Anche voi unimamme pensate di aver attraversato la fase del “baby brain“?

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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