Educazione: l’eccesso di controllo nuoce ai bambini!

La società non sembra più disposta ad accettare che i bambini corrano dei rischi che invece sono importanti per crescere degli adulti equilibrati.

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Per ogni genitore è molto importante che il proprio bambino sia al sicuro, che nulla possa nuocergli e che lui possa compiere il suo percorso di vita già dalla prima infanzia in un contesto che possa proteggerlo.

Questa premessa è condivisibile credo da tutti, dalle mamme dai papà ma anche da coloro che non hanno figli.

Tuttavia un interessante articolo di Roberta Trucco sulla “27 Ora” del ” Corriere della Sera” mette in luce quanto la parola sicurezza a volte possa essere ambivalente e nascondere altro.

La giornalista fa riferimento  a sua volta ad un altro articolo a firma di Maria Pia Velardi comparso su Repubblica, anch’esso come riflessione intorno al tema del rischio.

Quanto siamo disposti noi e la società in cui siamo immersi ad accettare che i nostri figli corrano dei rischi, dove per rischi intendiamo quella naturale percentuale di incontrollabilità che è propria della vita e quanto invece l’ossessione per la sicurezza non sia da interpretarsi come forma di controllo, come incapacità di lasciar andare il bambino ad esplorare il mondo, a conoscere e a vedere quello che c’è?

Questa riflessione  nasce intorno all’ osservazione dell’autrice della progressiva diminuzione degli spazi concessi ai bambini per esplorare liberamente, gli spazi dedicati all’infanzia in cui i nostri figli possono avere delle esperienze senza essere sotto il controllo preoccupato degli adulti.

In questo modo nell’articolo si ragiona proprio intorno al  senso della parola sicurezza che diventa però a volte, proprio come dice la stessa Trucco, un espediente degli “uomini che vogliono controllare lo spazio che abitano le donne, donne che vogliono controllare lo spazio che abitano i figli, politici, scuola, istituzioni, che dietro la parola sicurezza costruiscono recinti nei quali di fatto le responsabilità sono scaricabili a catena. Controllo, parola che etimologicamente è legata alla parola contratto, dunque le nostre relazioni ridotte a dei contratti.”

E mentre questo accade magari  perdiamo di vista l’importanza della possibilità di rischiare e della scoperta,  elementi fondamentali per i bambini per imparare qualcosa da soli, attraverso le esperienze.

Praticamente quello che verrà  loro richiesto  di saper fare quando saranno più grandi, degli adulti che hanno imparato anche perché hanno rischiato.

A questo proposito vogliamo ricordarvi di The Land, un parco giochi aperto in Galles dove i bambini si mettono alla prova e affrontano situazioni nuove.

Una riflessione interessante ma anche  una sfida importante per le nostre comunità.

E voi unimamme cosa ne pensate? Condividete le opinioni di queste esperte sull’eccessivo controllo dei genitori sui piccoli? Vi siete mai soffermate a pensare di essere troppo iperprotettive?

Dite la vostra se vi va.

 

Firma: Gioia Salvatori

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