Educazione sessuale: in Svizzera la sex box scatena la polemica

In Svizzera l’arrivo di asex box per insegnare l’educazione sessuale ai bambini più piccoli ha generato parecchie controversie.

La Svizzera fa tremare i polsi di molti genitori con una curiosa iniziativa che ha lasciato un’ondata di polemiche.

Nel Cantone di Basilea, precisamente in 30 scuole sono arrivate decine di valigette contenenti materiali per l’educazione sessuale.

Si tratta di una sex box destinato anche a un pubblico di età prescolare contenente libretti, falli in legno, vagine di plastica, video e pupazzi. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio federale della Sanità pubblica in stretta collaborazione con il Ministero della Pubblica istruzione.

Sul relativo sito si cita: “l’educazione sessuale come approccio basato su diritti fornisce ai giovani le conoscenze essenziali, le capacità, le competenze e i valori di cui hanno bisogno per conoscere la loro sessualità, provando piacere fisico, psichico ed emozionale“. Sempre sullo stesso portale si definiscono i bambini come esseri sessuali, con impulsi e bisogni da soddisfare.

L’iniziativa, difesa a spada tratta dall’autore del manuale distribuito nel sex box, Daniel Schneider, ha lasciato perplesse molte persone.

I pupazzetti ad esempio dovrebbero aiutare i piccoli, dai 4 anni, a imparare l’anatomia del corpo umano e a scoprire come avviene il concepimento. Apprenderanno poi che l’atto sessuale è teso a far provare piacere, elemento che dovrebbe contribuire a preservarli dai pedofili sviluppando in loro una maggior consapevolezza del sesso.

Per i più grandicelli poi, ovvero quelli tra i 6 e i 10 anni, si parlerà di masturbazione, orientamento sessuale, preservativi, prima mestruazione e prima eiaculazione.

Per quelli tra i 13 e i 15 anni si affronterà la molteplicità sessuale e si potrà rispondere a domande piccanti del tipo: “come raggiungere l’orgasmo con una ragazza?”; oppure “qual è la posizione migliore per fare sesso” e ancora gli usi del vibratore.

Il direttore del Ministero della Pubblica Istruzione, Pierre Felder, ha tentato di placare gli animi rilasciando la seguente dichiarazione: “i modelli di organi sessuali di peluche non verranno in nessun caso mostrati ai bambini dell’asilo ma solo nelle scuole medie”.

In Svizzera si pratica già l’insegnamento dell’educazione sessuale diretta agli adolescenti, ma questo sarà obbligatorio in tutte le scuole solo dal 2014.

A scatenare le rimostranze è, in modo particolare, il coinvolgimento dei bambini più piccoli.

E voi care mamme cosa ne pensate? Permettereste ai vostri figli di partecipare a una simile iniziativa? Trovate che vengano affrontati argomenti troppo scabrosi per le loro giovani menti?

Fatevi sentire!

Firma: Maria Sole Bosaia

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