Endometriosi e inferitilità femminile: istituita la prima giornata mondiale

L’Endometriosi, una malattia di cui ancora si parla troppo poco.

manifesto contro l'endometriosi

L’endometriosi è una delle principali cause di infertilità femminile: si calcola che circa il 30-40% delle donne colpite da questa malattia non riescano poi a diventare madri.

Da wikipedia leggiamo “malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, cioè l’endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Ciò provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità. Ogni mese, sotto gli effetti degli ormoni del ciclo mestruale, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala va incontro a sanguinamento, nello stesso modo in cui si verifica a carico dell’endometrio normalmente presente in utero. Tale sanguinamento comporta un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla formazione di tessuto cicatriziale e di aderenze.”

Purtroppo, individuarla e riconoscerla da subito non sempre è possibile, visto che ha dei sintomi abbastanza comuni:

  • dolore,
  • infiammazione pelvica,
  • sanguinamenti.

Insomma, uno spettro che può anche essere scambiato per qualcos’altro, come la sindrome premestruale.

L’endometriosi è però molto comune: 1 donna su 8 ne è affetta, ma la diagnosi può avvenire anche a 10 anni di distanza. Per questo è molto importante riconoscerla per tempo e intervenire.

Il Governo italiano ha stanziato un fondo di 15 milioni di euro da destinare alle Regioni per sviluppare progetti di miglioramento delle condizioni di vita delle donne affette da malattie invalidanti. Perché l’endometriosi lo è a tutti gli effetti ed è ora di riconoscerlo.

Il 13 marzo è stata la Prima Giornata Mondiale dell’Endometriosi, la Endometriosis worldwide March, ed ha coinvolto 53 Paesi del mondo.

Sapete che solo in Italia le donne che ne soffrono sono più di 3 milioni?

E voi unimamme? Se ne avete sofferto, vi andrebbe di condividere la vostra storia con noi?

Firma: Valentina Colmi

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