Diventa mamma di due gemelli a 64 anni: dubbi sulla sorte dei figli

Una donna spagnola di 64 anni si è sottoposta alla fecondazione assistita e ha partorito due gemelli. Fin dove si spinge il limite?

Fin dove può spingersi la fecondazione artificiale? E fin dove è lecito rincorrere il desiderio di diventare mamma?

In questi giorni si è diffusa la notizia che Sabrina Ferilli sarebbe incinta a 52 anni. Ma è ancora più sconvolgente è la notizia che arriva dalla Spagna di una donna M.I.A che a 64 anni è diventata mamma di due gemelli, un maschio e una femmina, dopo essersi sottoposta all’inseminazione artificiale negli Stati Uniti.

Si tratta di un caso eccezionale in Spagna, essendo una delle poche donne che superato il limite dei 58 anni, è riuscita a portare a termine una gravidanza gemellare.

I bambini, nati nell’Ospedale di Burgos – nell’entroterra spagnolo – sono venuti alla luce tramite un parto cesareo programmato. Durante l’intervento era presente un’equipe piuttosto consistente formata da ginecologi, pediatra, ostetriche data la grandezza dell’evento.

I due bimbi – di 2,4 chili e 2,2 chili – godono di ottima salute.

Mamma a 64 anni con la fecondazione artificiale: fin dove è lecito spingersi? 

Oltre all’età delle donna che obiettivamente parlando potrebbe essere la nonna dei gemelli, c’è la polemica dovuta al fatto che M.I.A in realtà abbia già avuto una bambina circa 6 anni fa che poi i servizi sociali le hanno tolto perché l’avevano accusata di maltrattamenti: secondo gli specialisti non la vestiva in maniera appropriata, non curava la sua igiene, non la faceva andare a scuola e la teneva isolata da tutti.

Resta da capire – ma pare di no – se la signora sia stata sottoposta a degli esami psicologici per capire se fosse idonea a diventare madre in queste condizioni.

Cosa succederà ai gemelli? Sinceramente non riesco a comprendere come sia possibile che non siano stati eseguiti dei test approfonditi: diventare mamma non è un puro atto fisiologico, ma anche emotivo.

Come si gestiscono due figli a quell’età, quando ormai appunto si è prossimi alla pensione e in teoria già in menopausa?

Perché – e qui ritorniamo a Sabrina Ferilli ma prima di lei Gianna Nannini o recentemente Janet Jackson tanto per citare qualcuno di noto – si deve avere un figlio a tutti i costi?

Averlo in età più che adulta a me sembra più una gratificazione personale, un trofeo da esibire, un voler affermare: “Ho avuto tutto quello che volevo, adesso mi sveglio e voglio un bambino“, così come se si trattasse di un  capriccio.

Non parlo ovviamente di tutte coloro che per anni ci hanno provato, magari sottoponendosi – in età fertile sottolineo – a dolorosi interventi di inseminazione artificiale (dico dolorosi perché c’è tanta fatica sia fisica sia mentale in un percorso di Fivet), ma di quelle che potendoselo permettere giocano con la natura. Se il nostro corpo mette in pausa la donna dalla possibilità di riprodursi, ci sarà un motivo. Perché forzare ciò che di per sé non deve essere forzato?

E’ vero che soprattutto le donne famose hanno a disposizione molti aiuti, ma così saranno i figli a fare da badanti ai genitori, visto che a 20 anni, se va bene, la mamma ne avrà 70?

Per non parlare delle energie – fisiche e mentali – che un bambino prima e un adolescente poi richiedono.

Mettere al mondo una vita nonostante tutte queste condizioni è la scelta più giusta? Io non lo so.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: Valentina Colmi

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