Fecondazione eterologa: le nuove linee guida

Ecco le nuove linee guida proposte dal Ministero della Salute per regolarizzare la fecondazione eterologa, che dovrebbero diventare decreto legge prima della fine dell’estate.

Fecondazione eterologa

Dopo l’approvazione della fecondazione eterologa, che permette ad una coppia sterile di ricorrere ad un ovocita o al seme di un donatore esterno, fino a tre mesi fa illegale in Italia, sono finalmente state varate delle linee guida che permettano di regolamentare un campo complesso come questo. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, come ha scritto La Stampa, ha infatti intenzione di trasformare il documento in un decreto legge prima della pausa estiva, in modo che il percorso di una coppia in cerca di un figlio sia vigilato da una serie di norme e – in qualche caso – limiti per evitare la proliferazione e possibili danni futuri ai figli nati in provetta.

Ecco le nuove linee guida, focalizzate sopratutto su 2 punti fondamentali: i test genetici del donatore e il numero degli embrioni da donare.

Per quanto riguarda il primo punto:

  • Saranno eseguiti dei test genetici, totalmente gratuiti e a carico dello Stato, qualora il nascituro dovesse essere affetto da una malattia genetica di cui bisogna conoscere le origini. Solo in questo caso si potrà rintracciare il donatore, che altrimenti deve rimanere anonimo.
  • Verranno inseriti come esami obbligatori anche quelli dell’HIV e dell’epatite, prima non considerati essendo la donazione all’interno della coppia.
  • Si potrà donare fino ai 35 anni per le donne e 45 per l’uomo, in linea con la media dell’età fertile europea.
  • Potranno essere donati fino un massimo di 10 “bambini” per ogni donatore, per evitare il sovrannumero. In questo caso infatti potrebbe verificarsi l’ipotesi che, soprattutto in piccoli centri, figli nati dallo stesso seme si incontrino, aumentando la probabilità di malattie genetiche.
  • Assolutamente vietati “cataloghi” per scegliere i futuri tratti somatici e caratteriali dei bambini generati in provetta.
  • Istituzione di una banca dati nazionale dei donatori, a cui i centri di fecondazione assistita saranno collegati.

Un traguardo è stato sicuramente raggiunto per tutte quelle coppie che vivono con la speranza di diventare genitori. E voi che ne pensate?

 

(Fonte: LaStampa.it)

 

Firma: Valentina Colmi

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