Evitiamo il fenossietanolo imparando a leggere l´etichetta dei prodotti cosmetici

Conoscere è il modo migliore per proteggerci e proteggere. Al di là delle singole sostanze è sempre un bene saperne di più sulla composizione di prodotti che usiamo tutti i giorni. Vediamo insieme come leggere le etichette.

Donna guarda etichetta prodotto cosmetico

La petizione del  Il Salvagente contro la presenza del fenossietanolo nei prodotti per i bambini da 0 a 3 anni è arrivata a quasi 10mila firme.

Qualsiasi cosa si pensi al riguardo, l’iniziativa sollecita almeno una domanda: come faccio a sapere cosa contengono i prodotti cosmetici disponibili sul mercato? Come sceglierli? O come ci ha scritto una mamma a commento del post sul fenossietamolo pubblicato qualche giorno fa: “Quelli che fanno bene quali sono? Se tutte praticamente fanno? Potete fare un elenco per favore grazie”.

Allora più che un elenco ci sembra giusto capire come leggere le etichette dei cosmetici e scegliere consapevolmente cosa acquistare o meno. Un articolo di Green me dal titolo più che esplicativo: “INCI: come leggere l’elenco degli ingredienti cosmetici” ci aiuta a fare chiarezza.

Iniziamo allora proprio dall’INCI. Bene, che cosa è? Leggiamolo insieme anche su Wikipedia: “L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico”.

Da chi viene usata? Da tutti gli stati membri dell’UE, così come da molti altri paesi nel mondo, tra cui ad esempio USA, Russia, Brasile, Canada e Sudafrica.

Per legge, infatti, l’etichetta dei cosmetici deve riportare l’elenco degli ingredienti contenuti nel prodotto preceduto dalla parola “ingredienti” o “ingredients”.

Ma quante e quali sono le regole generali per leggere la lettura dell’INCI? Le regole sono 2:

  1. La prima regola, suggerita da Green me, è “attenti all’ordine”:  ci si riferisci all’ordine “in cui gli ingredienti sono presentati in etichetta. Esso infatti non è per nulla casuale e prevede che gli ingredienti siano indicati uno dopo l’altro a partire dalla sostanza presente in quantità maggiore nel prodotto. Seguono tutti gli altri ingredienti, che vengono presentati in ordine decrescente.” Quindi dal 1997, da quando l’utilizzo dell’INCI è obbligatorio, il primo ingrediente che trovate indicato è anche quello presente nella percentuale più alta nel prodotto che state osservando. Così, ad esempio, se non desiderate venire a contatto con una determinata sostanza il fatto che sia tra gli ultimi ingredienti elencati vuoi dire di per sé tale sostnaza è presente in piccole quantità

2. La seconda regola è “come interpretare i nomi” che leggiamo: “Quando le sostanze sono elencate in etichetta mantenendo il loro nome latino, significa che esse sono state inserite nella formulazione del prodotto tali e quali, senza subire modificazioni chimiche. E’ il caso ad esempio degli oli vegetali utilizzati puri, che vedremo dunque indicati in etichetta con il loro nome latino e di tutti gli altri ingredienti naturali che sono stati impiegati per la produzione del cosmetico. I nomi latini si riferiscono ad ingredienti botanici o presenti nella farmacopea. Ad esempio, l’olio di mandorle dolci viene indicato come “prunus amygdalus dulcis oil”. Le sostanze, invece, che sono state trattate in qualche modo assumono una nomenclatura in lingua inglese o codici numerici.”

Una volta identificati, quali sarebbe meglio evitare nei prodotti che usiamo quotidianamente per l’igiene o la cura di viso e corpoSempre Green me ci aiuta a conoscerli.

Innanzitutto i tensioattivi (sostanze con proprietà emulsionanti, schiumogene, detergenti e solubilizzanti) derivati dalla raffinazione del petrolio, ad esempio:

  • Sodium laureth sulfate o  SLS;
  • Sodium lauryl sulfate  o SLES;
  • Ammoniun lauryl sulfate o ALS.

Poi, altri ingredienti derivati dal petrolio come :

  • Paraffinum Liquidum;
  • PEG e PPG;
  • Mineral Oil;
  • Petrolatum.

A seguire, ingredienti altamente inquinanti:

  • EDTA;
  • MEA;
  • TEA;
  • MIPA.

Così come ingredienti altamente allergizzanti, o considerati come potenziali cessori di formaldeide, tra i quali troviamo:

  • Triclosan;
  •  Imidazolidinyl urea;
  • DMDM Hydantoin;
  • Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati come conservanti.

Infine, siliconi come:

  • Poliquaternium-80,
  • Dimethicone

Nel dubbio, sempre Green me consiglia di consultare il Biodizionario, in cui sono catalogati più di 4000 ingredienti cosmetici. In tale dizionario ogni ingrediente è valutato  da Fabrizio Zago,  un chimico industriale molto apprezzato da chi conosce i detersivi e i cosmetici naturali, nonchè  consulente di  Ecolabel – che si occupa della certificazione in qualità ecologica per i prodotti dal basso impatto ambientale –  e per catene di distribuzione e produttori sensibili all’ambiente. Per ora  è l’unico strumento così completo, di cui siamo a conoscenza,  per  imparare a conoscere gli ingredienti dei prodotti che usiamo quotidianamente.

Certo leggere un’etichetta può sembrare un’impresa davvero difficile, ma siamo certe che esercitandoci possiamo diventare tutti noi  più consapevoli nell’acquisto dei prodotti che utilizziamo tutti i giorni, ad iniziare da quelli per i bambini, evitando di comprare, almeno fino a prova contraria, quelli che presentano all’interno dell’INCI,  tra gli ingredienti elencati in etichetta, la dicitura Phenoxyethanol!

Firma: Claudia Lauricella

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