Fertilità maschile: misure del pene e distanza anogenitale sono importanti?

Un interessante studio sulla fertilità maschile.

Il quesito circa la fertilità maschile e se le misure del pene possano influenzarla è annosa e complessa.

Solitamente se ne parla quando sorgono problemi all’interno della coppia che sta cercando di concepire un figlio e se la scienza dovesse rispondere a un simile quesito direbbe che no, le dimensioni del pene non influsicono sulla fertilità, ma c’è un però.

Secondo una ricerca pubblicata sull‘Environmental Health Prospective Journal la distanza anogenitale (AGD) risulterebbe molto più importante.

  •  Si tratta della distanza tra l’ano e l’attaccatura più vicina dello scroto al corpo
  • La media della distanza è di circa 5 cm (2 pollici), ma per alcuni è più corta e per altri uomini più lunga.

Ecco come si è svolto lo studio sulla distanza anogenitale.

  • Il campione preso in esame è di 126 studenti di college che non stavano progettando di costrurirsi una famiglia.
  • AGD e conta dello sperma sono stati misurati e comparati.
  • Basse misure di AGD corrispondono a una conta piuttosto scarsa di sperma

Secondo questi risultati:

  • ogni distanza anogenitale minore di 5 centimetri può voler dire una ridotta fertilità, una distanza maggiore di 5 centimetri invece comportebbe una maggior fertilità

I pareri riguardanti la correlazione tra AGD e fertilità sono discordanti. Il dottor Nathan Bar-Chama del Sinai Hospital ad esempio dichiara che stabilire una connessione tra questi due elementi è ancora prematuro.

Secondo passate ricerche:

  • Gli ftalati possono essere associati a ridotte misure anogenitali e misure del pene esigue nei ragazzi. Le madri di questi ragazzi potrebbero essere entrate in contatto con queste sostanze presenti nella plastica durante la gravidanza.

In sostanza queste ricerche sconfessano l’idea che un pene più corto della norma possa inficiare in modo negativo la fertilità, certo poi ci sono casi eccezionali di micropeni in cui le dimensioni veramente ridotte possono davvero avere conseguenze sulle possibilità di concepire.

E voi papà o aspiranti padri cosa ne pensate di questi studi?

Credete che siano attendibili o sia ancora un po’ presto per mettere la parola fine al dibattito circa misure del pene e fertilità?

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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