Genitori lavoratori e dimissionari

Il diritto della mamma e del papà lavoratore a dimettersi dal posto di lavoro. I requisiti e la normativa di legge per rassegnare le dimissioni e convalidarle.

una bambina disegna la sua famiglia
Di questi tempi è molto raro che uno dei due genitori non lavori, purtroppo la crisi in Italia è sempre più cruenta e le persone che hanno un impiego se lo tengono ben stretto.

Puo’ comunque capitare che uno dei due genitori si veda costretto, ad esempio per problemi di salute personali, o per motivi familiari, a dover presentare le proprie dimissioni al datore di lavoro.

Cosa significa dimettersi?
Significa decidere di rinunciare al proprio impiego lavorativo, le dimissioni sono un diritto di ogni lavoratore uomo o donna che sia, il cui esercizio è ‘disciplinato dal codice civile e di procedura civile nella parte dedicata al rito del lavoro.

Sappiamo bene che questo rito ha subito delle profonde modifiche con il governo Monti, ricordiamo la riforma Fornero a tal riguardo.

In base alla normativa vigente la mamma che volontariamente rassegna le proprie dimissioni, nel termine di un anno di età del figlio, non è ‘sottoposta all’ obbligo del preavviso che viene inserito nel contratto di assunzione. La mamma dimissionaria avrà diritto a chiedere le medesime indennità che sono previste nel l’ipotesi di licenziamento.

Quando è il papà ad aver usufruito del congedo di paternità e lo stesso decida di dimettersi autonomamente, sempre durante il decorso del primo anno di vita del figlio, il papà avrà lo stesso diritto alle indennità garantite in caso di licenziamento. Il papà non è sottoposto all’obbligo del preavviso di cui al contratto di lavoro sottoscritto.

Il diritto del lavoro, come possiamo notare, offre una grande tutela al lavoratore madre o padre che decidano di dimettersi.

È importante però specificare che per la validità delle dimissioni presentate, occorre che queste vengano convalidate presso l’Ispettorato del Lavoro competente.

Per avere maggiori informazioni il lavoratore potrà rivolgersi per un consulente del lavoro, ad esempio quello impiegato nella azienda, e richiedere a questo l’avvio della procedura.
Questa la teoria. A voi mamme e papà, alle prese con queste difficili problematiche, come è andata?

Firma: Carlotta Guglielman

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