Genitori sensibili ai segnali dei figli: come diventarlo

I consigli utili e le opinioni degli esperti, riunitisi alla 6ª Conferenza internazionale sull’attaccamento, per cogliere i segnali dei più piccoli.

Mamma e papà tengono in braccio la figlia sostenendosi a vicenda

L’attaccamento è un argomento di cui abbiamo già parlato, soffermandoci su come esso influenzi il sentirsi sicuro di sè del bambino crescendo.

Recentemente, (30 agosto – 1 settembre) psicologi provenienti da 34 paesi del mondo si sono si sono riuniti all’Università di Pavia per la 6ª Conferenza internazionale sull’attaccamento. Fulcro della discussione di questa edizione è stata l’influenza che i  legami affettivi sviluppati nell’infanzia hanno sulla crescita emotiva del bimbo per tutto l’arco della vita.

Naturalmente i personaggi chiave in questa fase sono i genitori, sempre impegnati nell’arduo compito di mettersi nei panni del bambino, senza assecondarlo eccessivamente e allo stesso tempo evitando di sgridarlo troppo.

A volte è molto difficile mantenere l’equilibrio e spesso i genitori si ritrovano a domandarsi se, nonostante i loro sforzi, stiano agendo nel modo giusto. E’ proprio per questo motivo che in tutta Europa stanno riscuotendo molto successo dei corsi mirati per insegnare ai genitori a utilizzare al meglio la loro sensibilità. 

Su un articolo del Corriere.it ne leggiamo diversi esempi:

  • lo psicoterapeuta infantile Antoine Guedeney dell’Université Paris Descartes propone alle donne in gravidanza corsi per lo sviluppo precoce della relazione madre-bambino;
  • in Olanda sono attivi corsi per la genitorialità positiva, non punitiva;
  • a Monaco già dall’ultimo trimestre di gravidanza madri e padri prendono parte a cicli di incontri per aiutare i genitori a cogliere correttamente i segnali del bambino e reagire in modo appropriato.

Ma quali sono le iniziative in questo senso promosse in Italia?

Per il momento si limitano ai centri di adozione della Lombardia e del Lazio, dove sta per partire una sperimentazione della durata di due anni, che coinvolgerà un campione pilota di 150 famiglie adottive.

Aspettando quindi dei corsi che si rivolgano ad ogni tipo di famiglia, non solo quelle adottive, considerato che i principi base sono uguali per tutti, in cosa possiamo impegnarci fin da ora per diventare dei ‘genitori sensibili’?

Alcune indicazioni utili vengono fornite dalla psicologa Lavinia Barone:

  • mai aspettarsi che il bambino impari dalle critiche o dalle punizioni: servono solo per arginare temporaneamente alcuni comportamenti sbagliati, ma non per fargli imparare qualcosa;
  • sapere scegliere su cosa insistere: fissare poche ma precise regole;
  • essere consapevoli che il bimbo impara più dal riconoscimento di ciò che riesce a fare che dai no: rivolgergli complimenti non è viziare, ma influenzare il suo comportamento;
  • la fiducia che un bambino ha in se stesso non è mai troppa: deve avere il permesso di essere orgoglioso di ciò che riesce a fare, indipendentemente dal risultato;
  • premiare sempre lo sforzo e l’impegno.

Insomma care mamme, siete pronte a raccogliere la sfida e ad impegnarvi per diventare delle perfette ‘genitrici sensibili’? 🙂

Firma: Paola Giglio

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