Giovanna Mezzogiorno contro la mercificazione della maternità

Giovanna Mezzogiorno interviene a #casacorriere per spiegare la sua esperienza di madre.

Getty Images

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Giovanna Mezzogiorno è un’attrice bravissima: ha alle spalle una carriera di tutto rispetto, ha vinto premi su premi, eppure anche lei si è fermata quando nel 2011 è diventata mamma di due gemelli, Leone e Zeno. Proprio della sua maternità ha parlato durante un incontro a #casacorriere in occasione dell’Expo: ha parlato apertamente con il pubblico sulle proprie idee sull’essere madre, proprio lei che lo è diventata quando ha perso la sua.

Giovanna Mezzogiorno: “tuteliamo i ragazzi dai social”

Devo dire che condivido ogni singola parola di ciò che ha detto; mi piace perché ha detto delle cose molto vere. Non ha condito la maternità con le solite parole zuccherose, anzi: “È stata difficile, la maternità. Vissuta molto in solitudine perché non ho avuto aiuti. Come molti gemelli i miei figli sono nati prematuri, quindi sono stati in terapia intensiva neonatale a lungo. Lo prevede la legge. Poi sono venuti a casa ed è partito un cammino difficile”.

La Mezzogiorno si domanda come facciano le madri che non hanno la fortuna di avere dei privilegi: “Non voglio dire una cosa buonista ma mi chiedo: come si fa quando non si è in un ambiente tra virgolette privilegiato, ricco? Perché i gemelli nascono ovunque, in qualsiasi fascia sociale e Paese del mondo. E hanno tutti bisogno delle stesse cose. Non ho risposte da dare”.

Soprattutto l’attrice dice di odiare in “maniera furibonda” quella maternità che ogni giorno viene mercificata sui social network e sui giornali. I bambini vengono utilizzati per creare seguito, perché inteneriscono, perché creano notorietà, ma non – sottolinea – successo. “Tenete i vostri ragazzi al riparo” dice. Che sia un chiaro riferimento a Belen and co. che ogni giorno praticamente pubblicano foto dei propri figli per far parlare di sé?

Io stessa penso che non sia giusto postare le foto dei propri figli su Facebook, anche se l’ho fatto in passato: ci sono dei momenti che devono essere solo privati, non condivisi con gli sconosciuti. In più non si chiede il permesso, i nostri bambini quando sono piccoli sono inconsapevoli, non hanno idea che molte persone li stanno guardando. Riflettiamo meglio su quanto facciamo: non è per egoismo che riempiamo le nostre bacheche di immagini dei nostri bimbi? Non è per farci dare più “mi piace” e gonfiare così il nostro ego?

E voi unimamme cosa ne pensate?

 

Firma: Valentina Colmi

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