È giusto che una mamma allevi il figlio senza concedergli giocattoli?

Prendiamo esempio da questa mamma che ha fatto di necessità virtù, evitando di sperperare il denaro in oggetti inutili e superflui.

mamme minimalisteÈ possibile crescere i figli senza spendere troppi soldi? Vediamo cosa ci dice la blogger e mamma britannica Hattie Garlick che, dopo aver perso il lavoro prima di Natale 2012, si è trovata a dover affrontare un momento delicato e difficile.

In famiglia si sono ritrovati a dover andare avanti solo con i soldi guadagnati dal marito Tom, falegname e musicista, e hanno dovuto, loro malgrado, dover fare tagli alle spese, le uniche deroghe riguardano le spese mediche e quelle riguardanti il necessario per il figlio.

La Garlick ha dovuto imparare a centellinare i soldi anche per il piccolo Johnny per il quale ha vietato spese superflue, per cui niente

  • vestiti oltre il necessario
  • snack
  • feste di compleanno
  • regali di Natale

e fin qui, anche se obtorto collo, è riuscita nel suo intento fino a quando ha scoperto di essere in attesa di una bimba che è, sicuramente, più vittima del consumismo in quanto femmina.

Nonostante l’arrivo di Frida e le necessità dell’altro figlio, la Garlick è riuscita nel suo intento di spendere il minimo indispensabile confessando di aver contravvenuto alle regole imposte solo due volte quando ha comprato un paio di confezioni di pannolini e alcune salviette monouso per un viaggio di famiglia, ma solo perché non avrebbe potuto lavare i pannolini di stoffa.

Il figlio Johnny per suo 3° compleanno non ha ricevuto regali ma un CD realizzato dalla mamma nella quale compaiono tutte le persone importanti della sua vita, nonni, padrini, zie, zii, cugini che leggono le sue favole preferite durante il momento di andare a nanna.

Il cosiddetto “Manifesto di Garlick” ha avuto un sacco di proseliti e numerose sono state le mamme che hanno attuato le stesse regole della mamma blogger tanto che si è sviluppato, in rete, uno scambio di oggetti appartenenti ai bambini e anche la condivisione del tempo aiutandosi gli uni con gli altri limitando al minimo le spese da sostenere.

La Garlick, giustamente, sostiene che i bambini non sono nati con l’aspettativa di stanze piene di giochi e che sono davvero poche le cose di cui necessitano in termini di attrezzi e giocattoli. E poi meno c’è in casa e prima si fa a mettere in ordine.

E allora, evviva il minimalismo!

E voi, unimamme, cosa ne pensate?

Firma: Francesca Nicoletti

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