I lavoratori disabili hanno una marcia in più e c’è chi lo ha capito! (VIDEO)

Un’indagine ha confermato come assumere persone disabili sia premiante non solo per le persone, ma anche e soprattutto per le aziende. I’m in to hire è una campagna nata proprio per favorire l’inserimento di queste persone nel mondo del lavoro.

ragazza disabile

Unimamme, vi abbiamo ricordato spesso come il lavoro di persone con disabilità possa essere valorizzato all’interno della nostra società con benefici per entrambe le parti.

Proprio in questo senso procede la campagna mondiale “I’m in to Hire (Io ci sto ad assumere) in cui, un magnate messicano, Carlos Slim, si è impegnato a fare da promotore affinché altri datori di lavoro come lui considerino le qualità lavorative delle persone con disabilità, quali:

  • sindrome di Down,
  • autismo,
  • X fragile,
  • sindrome di Williams,
  • paralisi cerebrale 
  • altre non diagnosticate.

La campagna mira a promuovere mutui benefits dall’assumere persone con questo tipo di problemi e motivare i datori di lavoro a creare più opportunità.

I’m in to Hire nasce anche dall’esigenza di chi cerca lavoro e chi lo offre sostenendo quell’ 85% di persone con problemi che non hanno ancora un lavoro remunerato.

Il rapporto redatto dall’Institute for Corporate Productivity su questo tema ha evidenziato che:

  1. le aziende che assumono persone disabili vengono premiate con benefit nei loro affari: i dipendenti sono molto motivati e la dimostrazione di una cultura inclusiva e diversificata risulta attraente per bacini di talenti creativi, la soddisfazione del cliente migliora
  2. il profilo di un lavoratore con disabilità è quello di un lavoratore ideale: sono affidabili, dediti, motivati e produttivi
  3. le reazioni positive dei datori di lavoro abbondano: c’è la constatazione che i preconcetti sono più grandi dei problemi effettivamente sperimentati.

Il report, in pratica, sottolinea che il successo nell’assunzione di persone con problemi va di riflesso all’impegno dell’azienda stessa a includere e integrare il soggetto.

Infine, giusto per fornirvi qualche dato, ecco come si sono espressi i datori di lavoro circa i loro impiegati “un po’ speciali”:

  1. il 73% ha parlato di esperienza positiva
  2. il 57% ha detto di aver trovato talenti corrispondenti alle posizioni aperte
  3. l‘84% ha trovato persone affidabili

Unimamme e voi cosa ne pensate di questa iniziativa? Noi la troviamo lodevole, anche perchè crediamo fermamente che ad esempio le persone affette da autismo possono diventare una risorsa in alcuni casi, e non solo loro!

Dite la vostra se vi va, e se siete d’accordo con i dati di questo studio, fatelo circolare, perchè è bene che tutti sappiano!

 

 

Fonte: I’m in to hire.org

Firma: Maria Sole Bosaia

Notizie Correlate

Commenta