La poesia di Holly McNish per difendere il diritto di allattare in pubblico

Allattare in pubblico a volte non è consentito o visto come un gesto sconveniente e spesso le mamme si ritrovano a dover allattare in posti squallidi. Una mamma dice basta e difende il suo diritto di allattare pubblicamente.

Hollie Mcnish in video

Hollie McNish è una poetessa inglese, madre di una bimba, diventata famosa nel web perchè  il 4 luglio del 2013 ha pubblicato un video su youtube dal titolo “Embrassed“, nella quale difende l’allattamento negato in alcuni luoghi pubblici perché ritenuto appunto “imbarazzante”.

L’ispirazione le è venuta per aver allattato la sua bimba in un bagno pubblico, e mentre sua figlia dormiva Hollie iniziò a pensare a questo pezzo, dopo che qualcuno le ha detto che non poteva allattare in pubblico ma che avrebbe dovuto farlo a casa; assurdo direte voi, perchè un bambino piccolo ha bisogno di essere attaccato al seno ogni 2-3 ore, e come non si può correre a casa ogni volta!

All’inizo del poema Holly si chiede il perché debba nascondersi nei bagni  pubblici per allattare, perché deve ritrovarsi seduta su una tavoletta del water e far subire al proprio bambino quell’odore tremendo di urina. E questo in un paese dove i cartelloni pubblicitari sono pieni di donne che mostrano i seni.

È assurdo che in Inghilterra, così come in altri paesi, la cultura preveda che sia normale vedere seni nudi in televisione e sia invece così tanto disdicevole il seno di una madre che allatta.

Anche da noi in Italia la situazione è divisa fra chi si schiera dalla parte dell’allattamento, sempre e ovunque, e chi invece consiglia alle donne che stanno allattando di farlo in luoghi appartati. Ovviamente la legge non proibisce certo di allattare in pubblico ma capita, per fortuna non spesso, in luoghi come musei, aerei e ristoranti che alle donne che allattano venga chiesto di allontanarsi, ma tutto dipende dalla sensibilità e dalla cultura della persona che si incontra.

Molte donne, continua Hollie nella poesia, son passate al latte in polvere per poter uscire e non aver problemi, per non sentirsi e non mettere in imbarazzo gli altri, ed aggiunge giustamente che è assurdo pagare per qualcosa che il corpo umano produce.

Il video in cui Holly recita la poesia è diventato un fenomeno virale, in poco tempo ha fatto il giro del mondo raggiungendo più di un milione di visualizzazioni.

All’inizio Holly , come dichiarato allHuffPost, non era convinta di condividere la sua poesia su youtube, è stato suo marito a convincerla e a spronarla e ora, visto il supporto e i commenti dei lettori, avrebbe voluto farlo prima.

Significativo il commento di un lettore: “odio il fatto che i seni siano diventati solo un oggetto sessuale e che quindi abbiano perso nel mente delle persone il loro simbolo originario. Ormai è accettabile indossare un micro bikini che quasi non copre, ma è inaccettabile vedere il seno nudo di una madre che allatta. Sembra di essere tornati indietro di 50 anni.”

Di seguito il video  e il testo, così potrete seguire mentre ascoltate la poesia.

 

At first
I thought it was ok
I could understand their reasons
They said ‘There might be a man or a nervous child seeing’
this small piece of flesh that they weren’t quite expecting
so I whispered and tiptoed with nervous discretion.
But after six months of her life sat sitting on lids
Sipping on her milk nostrils sniffing up piss
Trying not to bang her head on toilet roll dispensers
I wonder whether these public loo feeds offend her?
Cos I’m getting tired of discretion and being ‘polite’ as my baby’s first sips are drowned drenched in shite,
I spent the first feeding months of her beautiful life
Feeling nervous and awkward and wanting everything right.
Surrounded by family until I stepped out the house
It took me eight weeks to get the confidence to go into town
Now the comments around me cut like a knife
As I rush into toilet cubicles feeling nothing like nice.
Because I’m giving her milk that’s not in a bottle
Wishing the cocaine generation white powder would topple
I see pyramid sales pitches across our green globe
and female breasts banned. Unless they’re out just for show.
And the more I go out, the more I can’t stand it,
I walk into town feel I’m surrounded by bandits
Cos in this country of billboards covered in ‘tits’
and family newsagents’ magazines full of it
Whsmith top shelves out for men – Why don’t you complain about them then?
In this country of billboards covered in ‘tits’
and family newsagents magazines full of it
Whsmith top shelves out for men, I’m getting embarrassed
In case a small flash of flesh might offend.
And I’m not trying to ‘parade’ this, I don’t want to make a show
But when I’m told I’d be better just staying at home
And when another friend I know is thrown off a bus
And another mother told to get out the pub
Even my grandma said maybe I was ‘sexing it up’.
And I’m sure the milk makers love all this fuss
All the cussing and worry and looks of disgust
As another mother turns from nipples to powder
Ashamed or embarrassed by comments around her and
As I hold her head up and pull my cardy across and she sips on the liquor made by everyones God, I think
For God sake, Jesus drank it
So did Sidhartha, Muhammed and Moses and both of their fathers
Ganesh and Shiva and Brighid and Buddha and I’m sure they weren’t doing it sniffing up piss as their mothers sat embarassed on cold toilet lids
In a country of billboards covered in ‘tits’
In a country of low cut tops cleavage and skin
In a country of cloth bags and recycling bins and as I desperately try to take all of it in,
I hold her head up
I can’t get my head round
The anger towards us and not to the sounds
of lorries offloading formula milk
into countries where water runs dripping in filth
In towns where breasts are oasis of life
now dried up in two for one offers, enticed by labels and logos and gold standard rights
claiming ‘breastmilk is healthier powdered and white’
packaged and branded and sold at a price so that nothing is free in this money fuelled life.
Which is fine
If you need it or prefer to use bottles, where water is clean and bacteria boiled,
but in towns where they drown in pollution and sewage
bottled kids die and they knew that they’d do it
In towns where pennies are savoured like sweets
We’re now paying for one thing that’s always been free
In towns empty of hospital beds
babies die, diarrhoea fuelled that breastmilk would end
So no more will I sit on these cold toilet lids
No matter how embarrassed I feel as she sips
Cos in this country of billboards covered in ‘tits’
I think I should try to get used to this.

Vi è piaciuta?

Siete d’accordo con Hollie? Come vivete o avete vissuto il fatto di allattare in un luogo pubblico?

Parlatecene, se vi va.

Firma: Stefania Marchitelli

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