Maschio, femmina o…terzo genere?

Il Terzo genere è l’opzione che si potrà mettere sui documenti dei bambini di cui non si è sicuri del sesso. Succede in Germania.

la Germania riconosce il Terzo genere a livello legale: l’inizio di una rivoluzione?

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L’identità di genere non coincide con il sesso biologico ma è ” il modo in cui un individuo si percepisce: questa consapevolezza interiore porta a dire “io sono uomo” o “io sono donna”. Per questo motivo, spesso, pur essendoci un corpo maschile ci si può sentire come donne o viceversa. Questo per ciò che riguarda l’identità di genere.

Il sesso biologico invece è individuato a partire dalle caratteristiche fisiche dell’individuo.

Ma come comportarsi se nel bambino sono presenti caratteristiche femminili e maschili contemporaneamente?

In generale in questi casi sono i genitori ad essere chiamati a decidere sulla carta quale sia il genere di appartenenza del figlio, ma questo come vedremo comporta non poche conseguenze.

Dalla Germania arriva una novità che si prospetta come una rivoluzione: da Novembre alle famiglie tedesche sarà possibile scegliere di attribuire sui documenti dei figli l’opzione “Terzo genere” ovvero un’opzione in cui si decide di non comunicare sui certificati l’appartenenza di genere del proprio figlio qualora presentasse le caratteristiche del sesso maschile e di quello femminile.

Tale possibilità permetterà quindi ai genitori di non scegliere sulla carta a quale genere appartenga il figlio e di lasciare che sia il bambino stesso a capirlo durante il suo percorso di crescita.

Questo è un passaggio molto importante, basti pensare alla pressione che si viene a creare su quanti bambini nascono con le caratteristiche di entrambi i sessi e, a seguito della decisione dei genitori, sono educati e cresciuti come appartenenti ad un genere, sentendo che questa educazione non coincide con la propria identità.

Per farla semplice è come se sentendo di essere femmina si fosse costrette a comportarsi, vestire ed essere in tutto e per tutto come un maschio: una condizione che per un bambino può risultare frustrantissima da vivere.

Per ora la Germania è l’unica nazione che si pronuncia in merito e dove la legge è ufficiale da Maggio, ma anche la Finlandia inzia a muoversi in questo senso.

E voi unimamme, come vedete questa decisione? Si tratta di passi di civilità per creare Paesi in cui ogni individuo possa sentirsi tutelato e rispettato?

Firma: Gioia Salvatori

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